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La grande bellezza della maxi-alleanza

LIVORNO – Il primo passo è fatto, il secondo è in corso d’opera. Il primo passo – che ha avuto una lunga e in alcuni passaggi non semplice gestione – è stato la costituzione della new-co NGI (acronimo di Neri Gip Investimenti) al 50% tra il gruppo livornese guidato da Piero Neri e il gruppo genovese guidato da Luigi Negri.
[hidepost]Il secondo passo, che si concluderà questa settimana, è l’ingresso di NGI nella Cilp, l’impresa dei portuali che cederà alla new-co il 50% della proprietà, in cambio di una sostanziosa iniezione di liquidità, ma anche e specialmente di un piano comune di rilancio che passa chiaramente attraverso la volontà di mettere il cappello sulla Piattaforma Europa. E non è un caso che il tutto – nascita di NGI e ingresso della stessa in Cilp- sia maturato non appena si è sbloccato l’iter del piano regolatore del porto, superando la “melina” del Comune e con l’OK definitivo, ieri in Regione Toscana, del piano.
Presidente di NGI è Piero Neri, mentre Luigi Negri è amministratore delegato. Ma citare i due soli nomi è riduttivo, perché alle spalle dei gruppi che rappresentano si muove un universo di imprese, di progetti e di investimenti. E’ stato sottolineato come nel riassetto della Cilp – dopo le problematiche finanziarie ben note, legate anche ma non solo all’operazione non riuscita del “reefer” di via Da Vinci – ci sono state mosse significative come la partnership con i fiorentini della CFT, la potente cooperativa degli ex facchini dell’agroalimentare che ha importanti sbocchi sul mercato della logistica. Se si collega la rete delle alleanze e delle integrazioni che negli ultimi mesi hanno coinvolto il mondo portuale di Livorno, si fa presto a capire che siamo usciti dal mondo dei “pollai” – come spesso è stato descritto – per assumere una realtà di ben altra proiezione. GIP a Livorno è principalmente il principale azionista del terminal Darsena Toscana, ovvero del primo terminalista labronico e uno dei più importanti d’Italia (tra l’altro in forte crescita dopo anni di “stanca” grazie al ritorno di Zim, ai nuovi servizi di UASC e adesso anche di Grimaldi). A sua volta il gruppo Neri è ben di più del celebre e radicato sistema di rimorchi e salvataggi noto in tutto il Mediterraneo, grazie anche alla frequente alleanza operativa con il colosso Smit olandese: ormai è parte importante di Castalia, ha la maggioranza di Labromare, ha il 50% del terminal Sintermar, opera a supporto della piattaforma OLT ma anche del programma spaziale europeo (il “NOS Aries” sta rientrando con a bordo la navicella sub-spaziale lanciata con successo dall’ESA), spazia dai costieri ai programmi con Masol per gli olii vegetali, e adesso (vedi in altro articolo) opera anche sul porto di Piombino – dove peraltro è presente con i suoi servizi da anni – nel nuovo progetto di “Ship Recicling” con il colosso Saipem e con il cantiere San Giorgio, portando a compimento la promessa del governatore Rossi per il polo di riciclaggio, manutenzione riparazione e demolizione navale finanziato con 20 milioni dallo Stato.
E’ presto per chiedersi come inciderà, nei fatti concreti, questa nuova e importante concentrazione di iniziative (e di potere) sul porto di Livorno. L’obiettivo della Piattaforma Europa è chiaro e condiviso. Il rapporto con il Comune di Livorno “pentastellato”, che pure si è distinto in questi primi mesi di gestione per essersi quasi sempre messo di traverso sul porto – sembra sorprendentemente buono, specie tra il sindaco Filippo Nogarin e il “demiurgo” Piero Neri. La speranza è che in un grande rilancio del porto di Livorno attraverso queste nuove alleanze – che sostituiscono una serie di entità minori, spesso in reciproco sospetto se non addirittura sorda lotta tra di loro – si riesca davvero a cominciare a remare tutti insieme. Perché come diceva Garibaldi a Calatafimi, siamo al momento cruciale: qui si rifà il porto di Livorno o si muore,
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
25 Marzo 2015

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