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Il nuovo statuto di UCINA con plauso di Confindustria

Identificati sette comparti merceologici ed eletti nuovi dirigenti, tutti più giovani

GENOVA – L’assemblea di UCINA del 5 giugno ha approvato, prima tra le associazioni facenti parte di Confindustria e recependo le indicazioni della Commissione Pesenti (cui tutte le affiliate devono adeguarsi entro il 2016) il nuovo Statuto. Il documento, un testo completamente innovato rispetto allo Statuto in vigore, è stato elaborato in otto settimane, un tempo brevissimo dati i contenuti che apportano tutte quelle innovazioni anticipate nel programma del presidente Carla Demaria, rese necessarie dalla diversa organizzazione che si è voluta dare all’Associazione per rendere la governance più efficace nel raggiungere gli obiettivi di etica, solidarietà e rinnovamento.
[hidepost]Il nuovo statuto ha ricevuto il plauso di Confindustria che ha espresso ampio apprezzamento per le soluzioni adottate, come citato nella Comunicazione trasmessa al presidente di UCINA: “Il nuovo statuto non solo realizza un assetto innovativo in recepimento delle formule e moduli associativi introdotti dalla riforma ma vuole anche rappresentare una risposta efficace ad alcune criticità organizzative attraversate negli ultimi mesi, ponendo efficaci premesse per uno sviluppo qualitativo dell’organizzazione e la ricomposizione di un assetto associativo unitario e condiviso”.
Il presidente di UCINA Carla Demaria ha dichiarato: “Sono estremamente soddisfatta del risultato ottenuto, che premia la forte motivazione dei soci che hanno partecipato alla sua stesura ed il grande coinvolgimento di tutti gli altri che lo hanno votato all’unanimità. Tutti insieme abbiamo scritto una pagina importante di UCINA”.
In particolare sono stati identificati 7 settori merceologici rappresentanti le diverse anime che compongono l’industria, e più in generale il comparto della nautica da diporto, per avere una organizzazione e un inquadramento all’interno dell’associazione che sia in grado di rappresentare coerentemente gli interessi di ogni settore per un confronto costruttivo.
La scelta innovativa è stata particolarmente apprezzata e si è dato corso al rinnovo di tutte le cariche associative per renderle coerenti con il nuovo impianto. Un segno tangibile del rinnovamento delle cariche è il fatto che l’età media degli eletti non supera i 50 anni. Il nuovo Statuto è stato approvato riscuotendo un consenso molto rilevante anche sotto il profilo istituzionale. La scadenza dei nuovi eletti sarà quella naturale del quadriennio iniziato nel 2014, quindi a fine 2018.
Il nuovo dispositivo arriva in un momento in cui il settore sta mostrando decisi segni di ripresa, l’industria sta migliorando e ha riscontrato un segno positivo del 7,5 per cento nel primo quadrimestre, 3 imprese su 4 vedono un anno nautico positivo e il 40 per cento degli associati vive un aumento del fatturato a due cifre. Sono dati che migliorano quelli disponibili nelle scorse settimane, confermati anche dal trend positivo di iscrizioni al Salone Nautico di Genova, che segnano dopo un mese dall’apertura iscrizioni un +11% rispetto allo scorso anno.
L’assemblea del 5 giugno è avvenuta nei prestigiosi locali della Triennale di Milano, e nella stessa giornata ha avuto luogo il convegno Satec, con la partecipazione di esponenti del mondo economico e del design, e la tradizionale serata con la assegnazione dei riconoscimenti Pionieri della Nautica, giunta alla ventiseiesima edizione. Nella categoria manager il riconoscimento di Pioniere è andato a Norberto Ferretti, fondatore del cantiere – nato nel 1968 come Ferretti Nautica e poi divenuto Ferretti Group; nella categoria maestranze il riconoscimento è andato a Daniele Casadei di Mase Generators; tra i giornalisti esteri Jochen Rieker direttore della rivista tedesca Yacht; tra i progettisti e designer nautici Mario Pedol e Massimo Gino che hanno dato vita il 1985 a Nauta Yacht; tra i giornalisti italiani Folco Quilici, divulgatore della cultura del mare in tutte le sue dimensioni. Un premio speciale è andato all’ammiraglio ispettore capo Felicio Angrisano, entrato nelle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera nel 1975 fino a diventarne comandante generale.

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Pubblicato il
13 Giugno 2015

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