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Valori e modello della Guardia Costiera nel messaggio dell’ammiraglio Angrisano

Un appassionato richiamo ai valori del Corpo per la salvaguardia della vita in mare – E un grazie a chi è stato vicino alle Capitanerie “in un delicato momento della storia del Corpo che qualcuno avrebbe voluto cancellare”

Felicio Angrisano

ROMA – Il passaggio di consegne del comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera ha avuto luogo giovedì, come annunciato presso la Capitaneria di porto di Fiumicino, alla presenza del ministro delle Infrastrutture e trasporti Graziano Delrio.
In occasione del proprio commiato, nel momento del collocamento in quiescenza dopo oltre 40 anni di servizio, il comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto ammiraglio ispettore Capo (CP) Felicio Angrisano – che ha passato le consegne all’ammiraglio ispettore Vincenzo Melone, suo successore – ha voluto indirizzare una personale lettera di ringraziamento ai vertici delle diverse associazioni di categoria appartenenti al cluster marittimo nazionale, evidenziando gli elementi che supportano la forte relazione che intercorre fra il Corpo delle Capitanerie di porto e gli operatori e utenti del settore marittimo e portuale. Ecco il testo della nota.

[hidepost]Il primo novembre prossimo lascerò il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, simbolo autentico di quell’Italia che piace agli italiani e che, per il proprio modo di essere nel porsi al servizio dei bisogni della collettività marittimo – portuale, ha attratto a sé, nei 150 anni della propria storia, affetto, ammirazione, apprezzamento… rispetto.
Negli ultimi anni il Corpo ha anche sublimato nella salvaguardia della vita umana in mare la propria missione, nel vivere, con profonda umanità, il dramma di quanti sfuggono dalle guerre, dalla fame, dalla disperazione: di quei migranti alla ricerca della vita, prima, e della dignità, poi; la dignità di persone mortificate nella patria dalla quale fuggono.
Dalla crisi albanese del 1991 ad oggi più di 700.000 migranti sono stati salvati.
Ma, il Corpo, non è solo risposta, efficace e fraterna, all’epocale esodo.
Forte delle parole di Papa Francesco, emozionato nell’esser tra i Giusti del mondo per volontà dell’Europa, onorato dalla cittadinanza conferita dalla città di Palermo, il Corpo vive, oggi, un nuovo modello di quotidianità dell’impegno: comprendere (i bisogni) e rispondere (alle esigenze).
In un Paese civile, culla del diritto, i bisogni e le risposte non ammettono ritardi.
Le Capitanerie di porto sono pronte a contribuire a portare l’Italia in alto, partendo dal mare, dai porti, consapevoli che lavorare insieme, con convinta lealtà, fa bene al Paese, alla sua economia, alla risorsa mare.
E’ in nome di quel patrimonio da tutelare, costituito dagli usi civili e produttivi del mare, che le autorità marittime hanno arricchito e reso vivi, con “l’umiltà dei forti” e la dignità che nasce dalla consapevolezza dei propri ruoli, funzioni e responsabilità, i valori che hanno accompagnato i miei 40 anni di servizio, anni esaltanti, proficui e produttivi, grazie al sostegno, al supporto ed alla pazienza con i quali Lei mi è stato vicino.
Grazie di cuore.
E grazie, ancora, per non avermi mai fatto sentire solo, soprattutto in un delicato momento della storia del Corpo che qualcuno avrebbe voluto cancellare, relegandolo nell’oblio. Con affetto.
Amm. Isp. Capo (CP) Felicio Angrisano.

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Pubblicato il
31 Ottobre 2015

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