Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

I pannelli della Lipu in Fortezza Vecchia

Anche corsi di divulgazione del birdwatching e sulle biodiversità

LIVORNO – La Fortezza Vecchia ospita numerosi uccelli come il gheppio, il diffusissimo e vorace gabbiano reale, il piccione, il rondone pallido, il pigliamosche e lo storno. Sono tutti ormai di casa a Livorno, tanto che alcuni di essi hanno addirittura deciso di nidificare negli anfratti del Mastio o dei bastioni, mentre altri compaiono durante le migrazioni o nella stagione invernale. Dunque il complesso mediceo è oggi sempre di più un paradiso nascosto anche per il popolo alato. Ne è convinta la Lega Italiana Protezione Uccelli (Lipu) che a Livorno effettua continui censimenti sugli esemplari che sorvolano la città e che ha presentato in Fortezza Vecchia al pubblico una pannellistica di carattere ecologico dedicata in particolare a descrivere l’avifauna che si può osservare nel più importante complesso monumentale della città labronica.
[hidepost]

I pannelli sono illustrati da bellissime foto, e i testi che descrivono sinteticamente le caratteristiche ed il periodo di presenza delle diverse specie sono stati elaborati in versione bilingue, per facilitare la comprensione anche ai turisti stranieri, che notoriamente sono molto sensibili e attenti alle tematiche ambientali. Questa operazione comunicativa per i visitatori della Fortezza Vecchia e la cittadinanza più in generale, si colloca dopo due anni di collaborazione tra l’Autorità Portuale e Lipu sul tema della gestione della nidificazione del Gabbiano reale.
La collaborazione tra APL e Lipu ha permesso inoltre di organizzare altri momenti di sensibilizzazione per i cittadini sul tema degli uccelli e della natura in città, compresa una serie di corsi dedicati al birdwatching ed alla biodiversità urbana.
“Auspichiamo – ha detto il responsabile ecologia urbana della Lipu, Marco Dinetti – che la collaborazione con l’Autorità portuale prosegua anche nel futuro, con nuove ed interessanti iniziative in grado di permettere alla gente di scoprire gli aspetti naturalistici, beneficiando dei servizi ecosistemici che vengono prodotti dalle aree verdi, ed ai tecnici di acquisire elementi utili nella progettazione edilizia ed in tutti quegli ambiti dove necessita una gestione faunistica rispetto al patrimonio architettonico e monumentale”.

[/hidepost]

Pubblicato il
27 Agosto 2016

Potrebbe interessarti

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora

Avanti adagio, quasi indietro

Potremmo dire, parafrasando Guido Gozzano, che tra gli infiniti problemi che riguardano il nostro mondo attuale, tra guerre e genocidi, ci sono anche le “piccole cose di pessimo gusto”. Tra queste c’è l’incredibile vicenda...

Editoriale
- A.F.
Leggi ancora
Quaderni
Archivio