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Piombino, un gran porto “strozzato”

Le esasperanti file di auto d’agosto hanno riproposto un problema che ha vent’anni – E intanto si avvicina l’apertura del terminal per le demolizioni navali

Nella foto: la nuova darsena ad alto fondale di Piombino.

FIRENZE – Procede con i tempi che la complessa burocrazia italiana impone: ma va avanti. E lo stesso governatore della Toscana Enrico Rossi ha ricordato di recente che quanto prima avverrà la consegna dell’area del nuovo porto di Piombino per il terminal che fa capo al gruppo livornese Neri e al Cantiere San Giorgio per il refitting e la demolizione delle navi obsolete. Chi sperava di poter vedere ufficializzata la partenza del terminal prima dell’estate è rimasto deluso: ma i tempi sono questi e non c’è niente da fare. L’Authority di Luciano Guerrieri e la stessa segreteria di Rossi stanno lavorando per fare la consegna – con una cerimonia a Firenze – venerdì prossimo, ma non è ancora certo che i documenti possano essere tutti pronti a quella data.
[hidepost]Il porto di Piombino “allargato” è ormai una realtà: che sta purtroppo pagando salata la mancanza del tante volte promesso collegamento superstradale tra il porto stesso e l’Aurelia. Secondo Luciano Guerrieri, commissario governativo dell’Autorità portuale locale, anche gli ultimi tentativi di accelerare la realizzazione del braccio superstradale attraverso le aree Lucchini hanno avuto i loro intoppi. Ad oggi la palla è tornata allo Stato dopo la rinuncia di Sat, e per la prima tranche di lavori occorrono almeno 50 milioni, di cui solo 25 disponibili. Si attende che la legge di stabilità dia il resto: sperando, visto che il piatto, come noto, piange a tutti i livelli. Peccato, perché il piano regolatore aveva di fatto creato già un “imbocco” al porto attraverso alcune delle aree Lucchini che sarebbe stato opportuno collegare alla bretella. Sarà uno dei compiti della prossima (?) Autorità di Sistema tra Livorno e Piombino? Una cosa è certa: è stato fatto un grande porto con grandi spazi preziosi ed altrettanto importanti banchine e fondali. Ma con la strada di accesso attuale, è stato come costruire una torre con le fondamenta sulla sabbia. E le esasperanti file delle auto dirette all’Elba o di ritorno dall’Elba in agosto l’hanno ancora una volta confermato. Guerrieri da parte sua è ottimista: entro ottobre sapremo da che piano si casca. Speriamo in un miracolo, dopo quasi vent’anni di delusioni? Un grande porto si merita anche un impegno definitivo da parte dello Stato, viste le prospettive.
A.F.

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Pubblicato il
7 Settembre 2016

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