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Authorities e il gioco delle “careghe”

FIRENZE – E’ la manna dal cielo per i cronisti con le antenne verso il gossip. Lo confesso, non mi ci riconosco: ma il dovere, dice il vecchio adagio, deve precedere il piacere. E fare il giornalista raccontando anche le chiacchiere e le ipotesi – scriveva quel cinico sottile di Montanelli – è pur sempre meglio che lavorare.
[hidepost]Perdonatemi l’Incipit. Siamo, come tutti i miei quattro lettori sanno bene, alle porte coi sassi: ovvero, entro pochi giorni dovrebbero essere sciolti i nodi – o almeno, i primi nodi – della “governance” nelle Autorità di sistema Portuali. Per molti ancor oggi sulla carega (poltrona, in genovese) tira aria da “ultima raffica”. Sussurri e grida possono aprire certi cuori e spezzare sistemi nervosi. Mai come in queste ore s’incrociano chiacchiere, previsioni, certezze dichiarate e balle inattendibili. Vogliamo dare un’occhiata a cosa è piovuto alla rete del vecchio cronista?
Si parte – e per ora ci si ferma – dalla Toscana. Pare – e ribadisco il pare – che nelle riunioni più o meno segrete che si stanno snocciolando su quello che potrebbe essere il destino delle poltrone dell’Authority Livorno-Piombino, sarebbe stata riportata una specie di schedina del Totocalcio, con cinque nomi sui quali starebbe ponzando il governatore Enrico Rossi. Li metto in ordine alfabetico, così non scontento nessuno (o scontento tutti): Luca Becce, Silvio Fremura, Luciano Guerrieri, Pasqualino Monti e un genovese, avvocato Rossi, che dicono sia molto vicino a Msc e al suo armatore. In un incontro a livello di Pd toscano, qualcuno avrebbe già aperto il fuoco di bordata contro almeno tre di questi nomi, per “manifesto conflitto d’interesse”: Becce (uomo di Negri), Fremura (terminalista, anche se in ritirata dopo l’uscita da Sintermar) e Rossi per la ragione (Msc) già detta.
Tutto da prendere con le molle. Però, anche con ogni beneficio di dubbio, Rossi avrebbe manifestato l’intenzione di una totale discontinuità con gli assetti attuali. Il che non significa che Gallanti e Provinciali vadano necessariamente in pensione, o al ministero (di ritorno): ci sono altri posti che potrebbero essere liberi, poi ci sono le careghe ancora da riempire nella Porto 2000 privatizzata, nell’interporto Vespucci, nei gradini immediatamente inferiori al Top.
Per Piombino, si sussurra che Sandra Muccetti potrebbe essere una risorsa da valorizzare. Si sussurrano anche tante altre cose, con l’attendibilità – appunto – dei sussurri. Compreso il fatto che la pioggia di deroghe scatenatasi sul ministro per usufruire dei 36 mesi di “libera uscita” da parte di sistemi che non si vogliono sistemare a sistema, potrebbe creare ritardi se non scontri. Mi rendo conto che scrivo sulla sabbia della battigia, nel senso che una piccola onda può render tutto solo chiacchiere vane. Ma l’ho premesso: Relata refero, e fa parte del gioco. Auguri.
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
17 Settembre 2016

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