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Assoporti: e Ferrandino se ne va…

ROMA – Mettiamola così: sul completamento della “governance” per la riforma portuale, il ministro Delrio s’è preso una pausa di riflessione. Una lunga pausa, che non sta facendo bene ai porti. Ma tant’è, c’è solo da sperare che la tempesta perfetta entro il Pd trovi una soluzione – qualsiasi sia – e il ministro torni a fare il ministro.[hidepost]

Ci sono, a fronte delle quindici Autorità di sistema previste dalla riforma, ancora dei “buchi” importanti. Le designazioni di Corsini per Livorno e di Musolino per Venezia non hanno ancora avuto seguito con i necessari decreti di nomina. Poi ci sono le indiscrezioni: compresa quella che sembrano decise le nomine di Pasqualino Monti a Palermo e di Annunziata a Catania – con qualche mal di pancia della Regione Sicilia per Catania – anche in questi casi però aspettando i decreti. C’è stallo infine su Cagliari, per non parlare di Gioia Tauro.

La nomina o no di Pasqualino Monti pone anche un altro problema: quello al vertice di Assoporti, dove in attesa che siano nominati tutti e quindici i nuovi presidenti dei sistemi, si è in stand-by, con un presidente praticamente “congelato”. E per di più – dicono le indiscrezioni – con un segretario generale, l’ottimo Ferrandino, in procinto di lasciare la carica per assumere quella di segretario generale dell’AdSP di Ravenna. Un vuoto non da poco in Assoporti, che Monti – o chi prenderà il suo posto a riforma conclusa – non riempirà facilmente: tanto che si penserebbe a mantenere a Ferrandino anche una specie di interim, o a scegliere un qualche altro collaboratore nel consiglio di Assoporti in attesa. Sempre ammesso che Assoporti abbia una funzione, quando ci sarà il tavolo di coordinamento delle AdSP al ministero. Insomma, più problemi tutti insieme.

Ci si chiede, ovviamente, che aspetti Delrio e completare le nomine. Si era parlato di missione in Cina come priorità: ma la missione è già finita e le nomine, almeno a tutto ieri, latitano. Boh?

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
22 Febbraio 2017

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