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Canoni demaniali, no retroattività

 

Nella foto: Matteo Italo Ratti

MILANO – Con ordinanza 1176/2017 pubblicata il 9 ottobre scorso, il TAR Toscana ha ordinato al Comune di Rosignano Marittimo (LI) di depositare entro 60 giorni una relazione tecnica con il calcolo delapplicando i valori tabellari alla consistenza dei beni demaniali riferita al momento del rilascio della concessione demaniale e di avvio del rapporto concessorio.

Il TAR Toscana ha quindi fatto propria la sentenza espressa dalla Consulta e il parere concernente l’interpretazione della legge 296/2006 da sempre sostenuto da Marina Cala de’ Medici, socio di NAUTICA ITALIANA, attraverso il difensore della società avvocato Flavia Pozzolini di Firenze. La sentenza, che per la prima volta richiama il giudizio additivo indicato nella sentenza della Corte Costituzionale di Gennaio 2017, sancisce di fatto la non retroattività del pagamento dei canoni demaniali per le concessioni marittime di servizio e il pagamento su quanto realmente concesso.

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“Questo risultato non è solo un goal di carattere prettamente tecnico legale, – ha dichiarato Matteo Italo Ratti amministratore delegato di Marina Cala de Medici e consigliere di NAUTICA ITALIANA – ma anche istituzionale. Questa interpretazione potrebbe porre la parola fine a decine di contenziosi dando quella necessaria certezza dei costi, vitale per la ripresa della compravendita dei posti barca. Ha vinto la strategia costruttiva di proporre e motivare un criterio interpretativo che fosse equo e ragionevole – ha continuato Ratti – e pensiamo che questa ordinanza del TAR Toscana sia un importante punto di partenza per una ripresa dell’intero settore.”

NAUTICA ITALIANA auspica che tale interpretazione diventi generale per le concessioni marittime e pertanto ha proposto un emendamento all’art 1 del DDL 4302 per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico-ricreativo. Tale proposta rientra nell’attività dell’Associazione sul fronte legislativo. NAUTICA ITALIANA è infatti accreditata presso il Ministero Infrastrutture e Trasporti per cinque tavoli di concertazione su tematiche di interesse. In particolare: codice della Nautica da Diporto, concessioni demaniali, contrattualistica, titoli professionali da diporto; monitoraggio e revisione del Codice della Nautica; risoluzione Agenzia Entrate su IVA Alto Mare; riforma legislativa del Leasing Nautico; concessioni Demaniali Marittime e accreditamento presso Unione Europea.

“Come Associazione che rappresenta l’industria nautica italiana, – ha dichiarato infine Lamberto Tacoli, presidente di NAUTICA ITALIANA – siamo soddisfatti di tale primo risultato e ribadiamo quanto sia necessario e urgente un quadro normativo chiaro per le concessioni demaniali, per incentivare gli operatori che vogliono investire in strutture di accoglienza per la nautica e contribuire al rilancio del turismo nautico nel nostro Paese.”

L’Italia, con oltre 157 mila posti barca (fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti 31/12/2015) è naturalmente una destinazione per il turismo nautico che rappresenta un importante volano di sviluppo economico e dei territori: le coste e i porti del nostro paese sono tradizionalmente meta di piccole e grandi imbarcazioni che contribuiscono a creare un significativo indotto turistico. In particolare, sulla base dei dati raccolti e diffusi da Federagenti, ogni anno sono quasi 7000 le “toccate” in Italia dei Superyacht, per una permanenza media di 2,8 giorni: un potenziale che potrebbe crescere notevolmente con indubbi effetti positivi sul sistema paese.

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Pubblicato il
28 Ottobre 2017

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