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Corsini “padrone” del Vespucci

Stefano Corsini

LIVORNO – Il programma prevedeva che il primo comitato di gestione di primavera dell’Autorità di sistema Livorno-Piombino si svolgesse ieri, venerdì 27, come da convocazione. I nostri tempi di stampa non ci consentono di riferire quanto avvenuto, ma sulla base dell’ordine del giorno – con ben 27 argomenti, alcuni dei quali davvero “pesanti” – si può ben dire che se non ci sono stati colpi di scena il comitato deve aver preso decisioni storiche. La prima: la sottoscrizione dell’aumento di capitale della Spa dell’interporto Vespucci per circa 6 milioni, più altri 3 milioni di acquisto di aree, che consentirà al Monte dei Paschi, oggi socio di maggioranza con la Regione, di fare un passo indietro cedendo lo scettro all’Autorità di sistema. La seconda: essendo in vigore il decreto “correttivo” della riforma portuale voluto dai ministri Delrio/Madia, il sindaco di Livorno Nogarin non è stato convalidato nel comitato di gestione e ha comunicato il nome del suo sostituto “provvisorio”: l’avvocato marittimista Giuseppe Batini, vecchia volpe del settore già esponente della sinistra DC e curatore del riassetto della ex flotta Lauro. Con la precisazione che il prossimo governo avrà come uno dei punti più urgenti da affrontare la cancellazione del diktat contro i sindaci nei comitati di gestione.

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Gli altri punti all’esame del comitato: i bilanci consuntivi delle Authority di Livorno e Piombino, per l’ultima volta separati, e il riassetto della pianta organica “unificata” dei due scali: una decisione che ha avuto una genesi molto sofferta, con qualche mugugno interno e con la proposta di Corsini e Provinciali di allargare il numero dei dipendenti, “pescando” nei primi esclusi dell’ultima gara. Qualche perplessità sull’aumento della pianta organica c’è, ma pare che dal ministero non abbiano fatto osservazioni in contrario.

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Pubblicato il
28 Aprile 2018

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