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Investimenti in calo ma aumentano i valori

VENEZIA – Nel 2018, sulla base dell’indagine Veneto Congiuntura realizzata da Unioncamere Veneto su un campione di 1.575 imprese, il 54,9% delle imprese manifatturiere del Veneto con almeno 10 addetti ha effettuato investimenti materiali e immateriali (cinque punti percentuali in meno rispetto al 60,1% del 2017), impegnando l’11,6% di risorse in più rispetto al 2017. Il 2018 vede un cambiamento di rotta rispetto all’anno precedente con una decrescita del numero di imprese propense ad investire e un aumento del valore dell’investimento, tendenza che si protrae anche nelle prospettive per il 2019.

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«Il focus di approfondimento dedicato agli investimenti delle imprese manifatturiere venete riporta un quadro complessivamente positivo per il 2018 anche se la quota di imprese che hanno effettuato investimenti (quasi il 55%) è diminuita rispetto al 2017 e permane per il 2019 una situazione di incertezza (la quota si ferma al 41,8%) – evidenzia il presidente di Unioncamere Veneto Mario Pozza -. Anche in questo momento di difficoltà economica e finanziaria, le imprese venete, di cui è riconosciuta la grande apertura internazionale, continuano a fare investimenti. Sul mercato interno però pesa l’incertezza politica che porta il sistema produttivo ad essere più cauto e attendista. Il mercato interno deve essere sempre più sostenuto per riacquistare fiducia e credere negli investimenti. Le azioni politiche, con una pianificazione a lungo termine e con obiettivi definiti, hanno un ruolo determinante per creare quel benessere economico diffuso capace di ristabilire fiducia negli investimenti per un’economia sostenibile».

Nel 2018 la voglia di investire ha riguardato principalmente le imprese di maggiori dimensioni: l’80% delle grandi imprese (50 addetti e più) e il 50,7% delle piccole imprese (10-49 addetti), mentre a livello settoriale soprattutto le imprese dei comparti gomma e plastica (70%), metalli (60,9%), alimentare, bevande e tabacco (60,3%). Sono principalmente le imprese di beni strumentali ad aver effettuato investimenti raggiungendo una quota pari a 59,2%, a fronte delle imprese produttrici di beni intermedi e di consumo con una minore propensione (rispettivamente 56,6% e 49,8%).

Gli imprenditori hanno dichiarato di aver incrementato il valore investito mediamente del +11,6% rispetto al 2017. La variazione più marcata nel settore carta e stampa (+43,5%), a seguire macchine elettriche ed elettroniche (+40,8%), marmo, vetro e ceramica (+25,1%). A livello dimensionale la propensione più elevata riguarda le piccole imprese (+15,4%), per medie e grandi +10,5%.

Gli investimenti si sono concentrati nel miglioramento dei processi produttivi: l’85,7% per l’acquisto di macchinari e impianti, il 49,6% per ottimizzare l’automazione d’ufficio. Il 36,8% ha scelto di investire in formazione e risorse umane, il 36,8% in ricerca e sviluppo, il 32,4% in fabbricati per la produzione o uffici. Il 26,6% ha puntato su energie rinnovabili e risparmio energetico.

Nel 2018 le imprese manifatturiere del Veneto hanno investito mediamente il 4,6% del fatturato aziendale maturato nell’anno (era il 3,5% nel 2017). A livello dimensionale non c’è particolare discrepanza tra piccole e medie-grandi imprese, mentre sotto il profilo settoriale l’incidenza più elevata è registrata dai mezzi di trasporto (9,8%), seguito da gomma e plastica (6,6%), marmo, vetro e ceramica (6,3%).

In linea con la tendenza del 2018, il ciclo degli investimenti sembra destinato alla cautela anche nel 2019: il 41,8% degli imprenditori prevede infatti di investire durante l’anno. Secondo le previsioni, la quota più elevata di imprese propense a investire si concentra soprattutto fra i produttori di beni di investimento (52,4%) e di beni intermedi (40,2%).

Secondo le aspettative, nel 2019 gli investimenti cresceranno del +6,9% su base annua, in diminuzione rispetto a quanto stimato nel 2018 (+12,1%). Sono le piccole imprese a prevedere un maggiore aumento (+15,2%) in controtendenza alla leggera crescita (+4,9%) delle imprese di medie e grandi dimensioni. I settori che prevedono un maggiore aumento sono l’alimentare, bevande e tabacco (+22%) e il comparto del legno e mobile (+14,3%), pessimista risulta il settore della carta e stampa (-35,8%) assieme ai mezzi di trasporto (-5,5%).

Tra le imprese che prevedono una diminuzione degli investimenti nel 2019, oltre la metà si giustifica con l’assenza di particolari esigenze, +2,4 punti percentuali rispetto al 2018 (62,3%). Il 23,7% delle imprese ridurrà gli investimenti per incertezze di mercato, il 23,5% perché ha programmato gli investimenti negli anni successivi, solo il 2,4% per mancanza di risorse finanziarie.

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Pubblicato il
9 Marzo 2019

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