La difficile arte del comando dai militari al mondo femminile

Nella foto (da sx): Ribuffo, Dall’Osso, Bicciocchi, Giani Pollastrini, Giani, Gribaudi.

LIVORNO – Leadership, o arte del comando. Per chi è destinato a compiti manageriali, avere questa caratteristica è determinante ai fini del risultato che deve conseguire. Comandare una squadra, che si senta davvero tale e raggiunga gli obiettivi, è un’arte che si può accrescere, ma sicuramente non è un percorso facile. A parlarne nel convegno del Propeller Club livornese, invitati dalla presidente Maria Gloria Giani Pollastrini, sono stati esponenti del mondo militare, imprenditoriale ed accademico.

Per l’ambito militare l’ammiraglio Pierpaolo Ribuffo, comandante dell’Accademia Navale di Livorno, aprendo i lavori ha elencato le qualità che devono essere sviluppate per essere un buon leader: la generosità, intesa come “saper dare” ovvero il prendere a cuore le situazioni degli altri negli aspetti più importanti quali salute sicurezza e benessere, l’autorevolezza, che non può prescindere da una adeguata preparazione, il coraggio morale, quale capacità di contrapporsi in modo costruttivo anche ai propri superiori per essere d’ausilio al progresso dell’impresa, e, non ultime, la capacità nel saper scegliere collaboratori forniti di spirito critico insieme a quella del saper giudicare per far emergere dal gruppo chi davvero merita.

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