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Avanti adagio in attesa dell’“Atto”

Pietro Verna

PIOMBINO – Per qualcuno, il commissario dell’AdSP Pietro Verna ha messo una mano nel nido dei calabroni. Ovvero, dopo lunga e ribadita aspettativa, ha preso alcune decisioni che sembrano finalmente dare una prospettiva al grande porto creato con la sventura della Costa Concordia ma rimasto ad oggi un pascolo di gabbiani. Lo scrivo sapendo che forse già entro oggi potrebbe essere reso pubblico l’”atto di indirizzo” che, su indicazione del comitato di gestione portuale di venerdì, darà conferma di alcune delle concessioni e specialmente dei tempi e dei modi per farle operare.

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Non avendo la sfera di cristallo, mi limito ad alcune considerazioni sulla base di qualche pissi-pissi-bao-bao raccolto in giro. Prima e più importante: sembra che dall’atto di indirizzo siano sparite le specifiche che le banchine a 20 metri debbano essere considerate pubbliche. Sarebbe un notevole passo avanti in relazione alle richieste di PIN, il gruppo che sta realizzando il cantiere navale per demolizioni e refitting: perché se la banchine dovessero essere pubbliche, il cantiere morirebbe d’inedia in poco tempo. Seconda e sempre legata all’iniziativa di PIN: il comitato di gestione avrebbe fatto proprie le sollecitazioni presentate dall’Associazione industriali a sostegno dell’attività cantieristica, pur lasciando aperta la porta alla presentazione di altre proposte (sbarco auto del gruppo Onorato) in attesa che presentino i relativi piani d’impresa. L’allargamento delle deleghe a Capuano è stato un atto di coraggio, visto che il soggetto sa tutto di tutti a Piombino. Rimangono le preoccupazioni per i tempi annunciati dal comitato per una definizione conclusiva degli assetti delle concessioni e degli utilizzi: entro l’anno. Ci sembra, alla luce dei tempi delle imprese, un’infinità: ma forse, visto che c’è di mezzo l’agosto (più tutti i possibili sviluppi del “caso Livorno” con la magistratura) non è poi un’infinità così lontana.

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Va dato atto a PIN di osare: ovvero di prendere impegni concreti per lavori concreti pur non avendo tutte le carte in mano. Venerdì scorso, informano da Piombino, è stato sottoscritto con la Sales un contratto per la costruzione delle “vasche” richieste dall’Arpat per poter effettuare operazioni cantieristiche e farvi confluire i reflui da bonificare. Sono stati pagati anche gli oneri di urbanizzazione propedeutici alle licenze di costruzione dei manufatti. L’Enel avrebbe infine concordato di portare l’energia elettrica al cantiere – o “futuro cantiere” – con un cavo volante, in attesa dell’impianto definitivo. Mulas infine ha preso contati con le imprese locali per i lavori edili da svolgere. Il tutto in vista dell’avvio della demolizione dei cassoni della Concordia, arrivati a Piombino da Genova. Avanti adagio insomma: magari adagino adagino, ma pur sempre avanti. Che di questi tempi e in questo Paese, è pur sempre un successo.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
12 Giugno 2019

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