Tempo per la lettura: 2 minuti

Quegli inutili mega-costi della burocrazia

ROMA – Gli armatori italiani si trascinano al piede una palla che nemmeno gli ergastolani di antica memoria. E l’ha detto pari pari il presidente di Confitarma Mattioli nella recente assemblea: è il peso devastante della burocrazia nazionale che – ha detto di fronte agli imbarazzati ma impotenti membri del governo – “costa ad ogni nave italiana dai 40 mila ai 100 mila euro di adempimenti evitabili”. Che, ovviamente, i concorrenti di altre bandiere non hanno.

[hidepost]

A fronte di questa sola considerazione, viene da chiedersi perché i grandi armamenti nazionali – un tempo orgoglio della bandiera ma anche dell’economia – non abbiano sbattuto la porta e se ne siano andati, come ha fatto parte della grande industria – in paesi nemmeno troppo lontani, ma meno vessatori. Ci sarà anche l’orgoglio di rimanere italiani, che vale a tutti i livelli: ma ogni imprenditore ha la missione di fare business: e le flotte di Stato, che potevano permettersi di gravare sul contribuente, sono state cancellate (bene, male o malissimo: questo è un altro discorso) da decenni.

Concludo: c’è da augurarsi che l’assemblea di Confitarma non sia stata presa dal governo semplicemente come un rito, dove spendere qualche vaga promessa, assicurare che si farà meglio dei predecessori, e poi arrivederci e grazie. Mattioli ha parlato senza aggredire, seguendo il celebre consiglio di Roosevelt: “Speak softly but carry a big stick”: il grosso bastone per ora non è stato nemmeno agitato, o semplicemente mostrato alla lontana. Ma di fronte alla minaccia di far pagare agli armatori anche i costi dell’Autorità dei trasporti, tutte le innovazioni “green” chieste alle navi e ai porti, e di ritoccare (ritoccare?) le regole del registro internazionale, difficile pensare che tutto si risolva con un arrivederci e grazie da parte di Conte, De Micheli e Costa. Ci vogliono fatti e non più solo parole.

Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
9 Novembre 2019

Potrebbe interessarti

Festìna lente, anzi lentissimo

L’antica saggezza del suggerimento dell’imperatore Augusto, sembra diventata la guida più seguita non solo dalla politica nazionale ma anche dall’Authority di Livorno e Piombino. Dopo quasi un anno dall’insediamento del nuovo presidente, dopo tutta...

Leggi ancora

Salone nautico dei sogni proibiti

Aveva voglia il Gattopardo – ovvero Tomasi di Lampedusa – a sostenere che bisogna cambiare tutto per non cambiare niente. Oggi, di fronte alle notizie d’anteprima per il prossimo, sempre più grande salone nautico...

Leggi ancora

In ricordo del sor Aldo

LIVORNO.  Forse perché invecchiando il presente richiama sempre di più il passato. O forse perché gli amici veri rimangono legami importanti anche se non ci sono più.  È così che ogni 15 settembre mi...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio