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Civitavecchia e i servizi di Mobility

CIVITAVECCHIA – Con riferimento agli avvenimenti di questi ultimi giorni relativamente ad alcune Società di Interesse Economico Generale operanti nel porto di Civitavecchia, l’AdS ha ritenuto opportuno intervenire per chiarire aspetti importanti “affinchè, quanto emerso fino ad oggi, non contribuisca ad allarmare gli utenti portuali e, in principal modo, i lavoratori delle aziende”. I molteplici contenziosi aperti, le deliberazioni dell’Anac, nonché degli organi di vigilanza” hanno infatti, obbligato l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, relativamente alla remunerazione dei servizi resi erogati dalla Port Mobility S.p.A., ad assumere un atteggiamento prudenziale e di tutela del bene pubblico. La delibera dell’Anac come noto – dice il documento dell’AdSP – ha messo in discussione la posizione del socio di maggioranza della Port Mobility. Al riguardo, il recente decreto dell’AdSP, non poteva, quindi, che limitarsi, di fronte a tale criticità allo stato non definita, a confermare, onde assicurare la continuità dei servizi essenziali per il funzionamento del porto, le tariffe dello scorso anno. È doveroso, tuttavia, sottolineare con forza che le determinazioni sinora assunte responsabilmente dall’AdSP relative alle SIEG sono tese a salvaguardare i livelli occupazionali e lo sviluppo del porto”.

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“L’avvio del procedimento di cui al decreto n. 79, che riguarda l’aggiornamento della ripartizione delle tariffe dei servizi portuali prestati dalle SIEG e remunerate attraverso i cosiddetti diritti di porto o diritti d’uso dell’infrastruttura, avverrà attraverso opportune iniziative che questa amministrazione intende mettere in campo allo scopo di rendere maggiormente efficienti alcuni servizi e rimodulare i costi ad essi relativi contemperando gli interessi rivolti a conseguire una ulteriore trasparenza tariffaria, uno standard qualitativo elevato ed un criterio di congruità ed equità nel sistema di remunerazione degli stessi”.

I lavoratori della Port Mobility quindi – conclude la nota – non devono avere alcuna preoccupazione perché i servizi non sono messi in discussione.

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Pubblicato il
4 Marzo 2020

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