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Demolizioni, tocca alle nuove navi (e ancora si cannibalizza in spiaggia)

LONDRA – È stato già riferito di recente: la compagnia di navigazione danese Maersk ha battuto il (discutibile) primato della nave portacontainer più grande ceduta per la demolizione. Era già toccata alle due navi portacontainer Kokura e Kawasaki (ex-Katrine Maersk ed ex-Kirsten Maersk) da 7.403 TEUs e 23 anni d’età. Ma questa volta l’unità dismessa è la “Sine Maersk” da 9.600 TEUs costruita nel 1998. Secondo Alphaliner quest’ultima nave, sarà la più grande fullcontainer mai demolita fino ad oggi. “Sine Maersk” verrà demolita ad Aliaga (Turchia) e non in Asia, dove ancora si cannibalizzano le navi con mille poveri addetti sulle spiagge, spesso lavorando a mani nude o quasi (vedi vecchia foto dei fine anni ’90). La scelta della Turchia, che è nell’elenco dei siti di demolizione approvati dalla UE, comporta un costo nettamente superiore: ma Maersk ha optato per un’operazione più “green” anche sul piano dell’immagine.

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Le demolizioni navali sono però in fase ascendente anche nel comparto delle crociere. Oltre alla “Costa Victoria” che viene smontata a Piombino (almeno nella fase iniziale) dal gruppo PIM, il gruppo Carnival sta dismettendo anche navi relativamente nuove: che prima vengono letteralmente vuotate da arredi, rivestimenti interni e tutto quanto recuperabile e riciclabile, che spesso vale più dello stesso scafo. In Turchia sono già arrivate la nave da crociera “Monarch”, entrata in servizio nel 1991, dopo essere stata “svuotata ai Caraibi, e sta arrivando (secondo indiscrezioni) anche “Carnival Fantasy” (1990) da 2 mila passeggeri. La grande compagnia pensa di dismettere in pochi mesi almeno altre nove navi da crociera e sta slittando di almeno 6 mesi la consegna delle nuove navi ormai finite; mentre saranno ritardate anche quelle previste all’origine per l’anno prossimo o il 2022. I settori più addentro allo shipping da crociera sostengono che per il prossimo futuro spariranno progressivamente i giganti da 6 mila e più passeggeri mentre si punterà sulle taglie minori, da 2 mila e anche meno passeggeri, con caratteristiche più “green” e maggiore attenzione agli aspetti della sanificazione.

A.F.

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Pubblicato il
22 Luglio 2020
Ultima modifica
24 Luglio 2020 - ora: 15:20

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