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Concluso ciclo di webinar con gli operatori stranieri

ROMA – Si è concluso nei giorni scorsi il ciclo dei webinar organizzati nel quadro del progetto Invest in Italy unitamente all’Associazione dei Porti Italiani e all’Unione degli Interporti Riuniti.

Obiettivo degli incontri è quello di inserire le attività di attrazione investimenti, sviluppate nell’ambito del progetto Invest in Italy, realizzato congiuntamente da Ice Agenzia e Invitalia, all’interno delle dinamiche degli sviluppi logistici dei Paesi target che hanno espresso interesse sul mercato italiano.

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I webinar s’inseriscono nell’ambito delle attività previste dall’accordo tra Agenzia ICE e le suddette Associazioni, siglato nel luglio 2018 con l’obiettivo di instaurare un rapporto di collaborazione per valorizzare il Sistema Paese ed introdurvi l’investitore estero quale attore strategico per l’evoluzione, nello specifico, della competitività della portualità italiana e del sistema distributivo con base la rete degli interporti.

Grazie a questi eventi digitali, nonostante l’emergenza sanitaria ancora in corso, i porti, gli interporti e tutto il sistema della logistica italiana hanno potuto incontrare e presentare la propria realtà e la propria offerta a molti operatori stranieri del Far East, Middle East e Nord Europa.

Il proposito è quello di mantenere l’attenzione al ruolo fondamentale assolto dalle infrastrutture portuali e interportuali, che, nel corso dell’emergenza sanitaria, hanno garantito la continuità della filiera logistica e distributiva, oltre che puntare allo sviluppo sostenibile con particolare riferimento agli investimenti in nuove infrastrutture logistiche e all’innovazione tecnologica.

È utile ricordare che il nostro paese può contare su 16 Autorità di Sistema Portuale e 23 Interporti, entrambi nodi fondamentali di interscambio per quanto concerne le modalità di trasporto degli scambi commerciali italiani di beni. Per quanto riguarda l’annualità di riferimento per l’avvio delle attività congiunte nel 2018: – in volumi: il 57,4% dell’import avviene via mare ed il 22,9% via strada il mare rimane una modalità di scambio prevalente per molte aree geografiche sia in import che in export. Ciò è dimostrato anche dal fatto che gli scali italiani, per la loro posizione geografica e per la loro dotazione logistica, ospitano rotte interessate a Medio ed Estremo Oriente. Il ruolo degli interporti si evidenzia invece soprattutto negli scambi terrestri con il resto d’Europa.

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Pubblicato il
6 Gennaio 2021

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