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Il favoloso tesoro del Polluce

Nella foto: Una delle cassette con le monete d’oro recuperate.

Il dottor Valentino Chiusa da Napoli ci scrive:

Per prima cosa mi complimento per questo filo diretto con noi lettori, che fa del vostro giornale uno dei pochi di settore a non occuparsi solo dei comunicati stampa. Una domanda: avete scritto, tempo fa, del faticoso recupero in mare davanti all’Elba di parte del “tesoro” della nave a valore Polluce, speronata e affondata da un altro vapore forse non per un vero incidente. Il recupero del tesoro – monete e monili in particolare – ebbe luogo grazie anche alla ditta Neri di Livorno, che operò con un suo pontone. Ecco, vorrei sapere: dove sono finiti i preziosi recuperati, visto che all’Elba si parla di una loro esposizione?

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La storia del recupero del carico del Polluce è stata raccontata con molti dettagli inediti anche da un bel libro di Enrico Cappelletti, fotografo e giornalista sub grande collaboratore anche di riviste nautiche. Lo speronamento avvenne in piena notte nel 1841 e i tentativi di recuperare il prezioso carico, tra cui casse di monete d’oro, furono molteplici, compreso un intervento vandalico con una benna da parte di alcuni “pirati” inglesi. Il carico prezioso fu poi in parte recuperato all’estero, e in parte ripescato dall’intervento con l’appoggio di una chiatta attrezzata dell’impresa Neri.

È vero che una parte di questo tesoro è oggi esposto all’Elba: si trova in alcune teche del Museo di Capoliveri, che per le attuali norme della pandemia può essere visitato solo su richiesta. Ma ne vale davvero la pena.

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Pubblicato il
23 Gennaio 2021

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