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Parità salariale per le donne, primi passi

Da Valentina Picca Bianchi, presidente del gruppo donne di Fipe-Confcommercio, riceviamo:

Se vogliamo raggiungere davvero l’obiettivo della parità salariale tra uomini e donne, il sistema Paese deve muoversi in maniera uniforme, non a macchia di leopardo. Con la legge regionale approvata nei giorni scorsi, la Regione Lazio è diventata apripista di un percorso virtuoso che ora deve essere esteso al resto della penisola. Ma bisogna fare presto, perché la piena ripresa economica passa proprio dalla capacità di reinserire nel mercato del lavoro le lavoratrici e le imprenditrici donne che nell’ultimo anno si sono viste costrette a casa. Quello dei pubblici esercizi è un mondo virtuoso: il 50,4% dei dipendenti, infatti, è donna, mentre un terzo delle imprese, 112 mila è a titolarità femminile e ogni anno genera un volume d’affari pari a 11 miliardi di euro. Da sempre come Federazione promuoviamo la parità di salari e la piena occupazione, anche per il personale femminile, ma da soli non possiamo vincere questa sfida. È necessario un intervento a un livello superiore che determini un incremento dei controlli da parte degli ispettori del lavoro, imponga una reale trasparenza salariale e soprattutto contribuisca alla diffusione di una cultura diversa che veda nel lavoro femminile un’opportunità straordinaria di crescita complessiva.

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Poco da commentare sulle giuste considerazioni della signora. Anche perché le “nicchie” dove la parità salariale uomo-donna non esiste ancora si stanno fortunatamente restringendo. In quanto alla cultura dell’occupazione femminile, ben venga: tenendo conto però anche delle diverse esigenze extra-lavoro tra uomini e donne, nel riconoscimento dei diritti aggiuntivi di queste ultime per la maternità. Per noi ma non solo per noi, il ruolo di mamma va salvaguardato prima ancora di tutti gli altri diritti.

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Pubblicato il
26 Maggio 2021

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