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Mammaiut! Via la plastica usa e getta

LIVORNO – Dice un vecchio proverbio livornese: “Agli zoppi, calci negli stinchi”. Pare che sia il principio più caro ai coloni di Bruxelles. Che in piena crisi economica dell’Europa, e specialmente dell’Italia, ci hanno messo il coltello alla gola perché entro poche settimane vengano totalmente eliminate dal mercato tutte quelle plastiche usa-e-getta che rientrano nella direttiva del 2019. Direttiva ambientalmente corretta: solo che l’Italia l’ha recepita da poco, mancano le circolari applicative e orale ci troviamo di fronte alla violenta cancellazione di un settore produttivo che – guarda caso – vede l’Italia al primo posto in Europa. Da qui il brutto dubbio: non è che Bruxelles con questo colpisce proprio l’economia più debole per favorirne la colonizzazione? Ovvero: agli zoppi….

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Secondo la direttiva UE recepita dall’Italia dal 3 luglio saranno fuori legge se di plastica, i mono-uso bicchieri, piatti, posate, cannucce, bastoncini per girare il caffè, cotton-floc, persino stoviglie di carta se ricoperte da un velo plastificato per non farle bruciare con i cibi caldi. Vietate anche le plastiche riciclate, che a questo punto fanno diventare anti-economico il riciclo. Va alle stelle (ovviamente con immediata ripercussione sui costi) la bioplastica, la cellulosa e il legno: con tanti saluti per le foreste che si vorrebbero difendere.

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Sia chiaro: le plastiche non riciclabili sono un flagello per l’ambiente, specie per il mare. Ma come in tutte le cose, occorre arrivare alle soluzioni per gradi: prima di tutto con l’educazione della gente a non buttare per terra quei prodotti. Poi bisogna aiutare le aziende a convertire la produzione: oggi il settore da lavoro a quasi 200 mila persone solo in Italia e solo per la produzione delle palettine per girare il caffè ci sono sette aziende, destinate a chiudere entro pochi giorni. Infine le plastiche riciclate in aternativa – dicono gli esperti – sono difficili da produrre e fondono a 60° mentre anche solo un caffè normale viene servito a temperatura superiore.

Torneremo solo ai cucchiaini metallici, la cui produzione (si vedano i problemi delle acciaierie) è altrettanto pericolosa per l’ambiente? Ed è proprio il momento per questa ennesima rivoluzione?

A.F.

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Pubblicato il
9 Giugno 2021

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