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156° anniversario delle Capitanerie di Porto

ROMA – Martedì scorso 20 luglio si è celebrato il 156° anniversario della nascita delle Capitanerie di Porto istituite dal re Vittorio Emanuele II. Nato dall’esigenza di affidare ad un’unica amministrazione la disciplina delle attività della navigazione e dei porti, si fusero le capacità professionali dello Stato Maggiore dei porti e quelle dei Consoli di Marina: corpo militare il primo, con attribuzioni di carattere essenzialmente tecnico; civile il secondo, con competenze principalmente amministrative.

Anche alla luce dello straordinario contributo apportato dal personale delle Capitanerie durante la Grande Guerra, il Corpo venne dapprima militarizzato, poi riordinato nel 1919 come corpo militare, infine – nel 1923 – incluso tra i Corpi della Marina, pur continuando a costituire l’amministrazione periferica della Marina mercantile.

L’importante ricorrenza è stata celebrata a Roma, presso la sede del Comando generale, con la simbolica deposizione di una corona di alloro davanti al “Monumento ai Caduti del mare e dei porti” alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone, che è stato accolto dal comandante generale, ammiraglio ispettore capo Giovanni Pettorino.

Lo stresso ammiraglio Pettorino ha inteso rivolgere un ideale saluto agli 11.000 uomini e donne del Corpo, rappresentati dai colleghi in servizio presso la sede del Comando Generale, cogliendo l’occasione per ripercorrere i passaggi più importanti che ne hanno contraddistinto, nel corso dell’ultimo anno, le molteplici attività.

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L’anniversario del Corpo, che coincide con un periodo di intensa attività operativa, costituisce occasione utile per tracciare un bilancio delle tante attività che la Guardia Costiera quotidianamente porta avanti, nel solco di una tradizione ultra centocinquantenaria: da gennaio ad oggi, in questa prima parte di 2021, in materia di sicurezza della navigazione, l’attività di controllo ha permesso di eseguire oltre 700 ispezioni PSC (Port State Control) nei confronti delle navi straniere approdate nei porti italiani, delle quali 58 sottoposte a fermo amministrativo per gravi irregolarità concernenti la sicurezza della navigazione.

Anche l’impegno in favore dell’ambiente ha continuato a distinguere l’operato del Corpo con i suoi cinque nuclei subacquei che hanno recuperato dai fondali marini oltre 18 tonnellate di reti da pesca abbandonate: un pericolo per la vita dell’ecosistema marino come pure per la sicurezza di bagnanti e subacquei, che si sommano alle altre 7 tonnellate recuperate nel corso dell’anno passato.

Di rilievo anche il lavoro amministrativo che non ha visto rallentare l’attività del Corpo che tra le centinaia di migliaia di atti amministrativi rilasciati, vede spiccare il numero delle quasi 8.500 le patenti nautiche emesse a fronte delle quasi 2.000 sessioni di esame garantite in questa prima parte dell’anno dai Comandi territoriali.

All’impegno in ambito amministrativo, è stata affiancata l’attività di controllo pesca che – sempre in questa prima parte del 2021 – ha portato al sequestro di oltre 130 tonnellate di prodotto irregolare, nonchè di oltre 54 km di reti irregolari.

L’anniversario del Corpo assume quest’anno un significato ancora più particolare, poiché coincide – di fatto – con il suo avvicendamento al vertice: era programmata infatti per il 23 luglio, presso la sede del Comando generale di Roma, la cerimonia del passaggio di consegne nel corso della quale, dopo oltre tre anni alla guida del Corpo, il comandante generale cedente, ammiraglio Giovanni Pettorino, ha passato il testimone al Comandante generale accettante, ammiraglio Nicola Carlone.

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Pubblicato il
24 Luglio 2021
Ultima modifica
26 Luglio 2021 - ora: 13:29

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