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Infrastrutture e intermodalità, il Becce-pensiero

Luca Becce

ROMA – Durante il convegno Progetto Mare, organizzato nello scorso fine settimana da Confindustria Luca Becce, presidente Assiterminal, Federazione del mare, è intervenuto alla Tavola Rotonda “Governance e riforme, infrastrutture e intermodalità”, sottolineando come le concessioni nei porti vanno sviluppate in un’etica di sistema.

Becce ha affermato che in questi ultimi decenni il mondo della logistica ha conosciuto una profonda trasformazione che ne ha mutato radicalmente le caratteristiche, con una sempre più stretta connessione con la dimensione industriale e produttiva e con una sempre crescente dinamica di globalizzazione nella competizione economica.

Nel settore dei trasporti marittimi ciò si è visto in modo ancora più radicale in quanto esiste una relazione stretta fra il fenomeno delle mega ship e la concentrazione verificatasi nel settore.

È quindi sempre più importante un approccio strategico ai temi dello sviluppo infrastrutturale, materiale e immateriale (digitalizzazione).

Il fallimento della “riforma Delrio” è stato – ha detto ancora – il fallimento in Italia dell’impostazione del Piano Strategico Nazionale delle Infrastrutture e della Logistica del 2015, che portava al livello nazionale la necessità di allocare le scelte strategiche infrastrutturali per connetterle con la dimensione economica e politica europea.

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“Tutto ciò si è scontrato ed è stato minato dalla scellerata riforma del Titolo V della Costituzione del 2001, in materia di concorrenza tra Stato e Regioni, con gli effetti a cascata sulla logica della riforma L.169 vanificando nei fatti la logica sottesa agli accorpamenti delle 25 AP nelle nuove AdSP, che

avrebbero dovuto significare non una fusione burocratica delle vecchie AP ma il subentro di una logica di sistema coordinato dal tavolo nazionale dei presidenti delle AdSP presieduto dal ministro e competente sulle scelte di sviluppo infrastrutturale portuale, che mettevano al centro, dal Piano strategico, non nell’estensione delle opere portuali ma la connessione dei porti con i mercati”.

La discussione, peraltro surreale in questo quadro – ha concluso Becce – sulla natura giuridica delle AdSP rappresenta non un tentativo di sviluppare e ripristinare quella logica strategica, ma al contrario di restaurare una logica ancora più localistica.

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Pubblicato il
18 Maggio 2022
Ultima modifica
19 Maggio 2022 - ora: 10:22

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