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No ai mega eventi in spiaggia

ROMA – “Restiamo senza parole al cospetto delle immagini dilaganti di spiagge prese d’assalto da decine di migliaia di persone durante i grandi eventi musicali estivi.” Lo scrivono le maggiori associazioni ambientaliste del mare.

Nonostante i ripetuti e condivisi appelli 📣, è giunto il momento di chiedere il divieto di organizzare tali manifestazioni che hanno un evidente impatto sull’equilibrio degli ecosistemi, causando gravi danni a carico di diverse specie selvatiche e, in generale, all’ambiente marino.

Spiagge e litorali rappresentano ambienti fragili e dinamici e, da un punto di vista geo-morfologico e biologico, sono importanti aree di transizione tra la terraferma e il mare. Oltre a ospitare particolari habitat, sono aree filtro che proteggono il mare dall’inquinamento dell’entroterra e l’entroterra dall’azione erosiva del mare e dalla risalita dell’acqua salata nelle falde di acqua dolce.
Tutte le coste italiane, sabbiose o rocciose che siano, sono aree turistiche o dove la pressione antropica si fa sentire in maniera pesante soprattutto d’estate e soprattutto dopo due anni di epidemia.

I mega concerti in spiaggia 🎵🎶🏖rappresentano il caso limite di “utilizzo” e sono il frutto di decisioni, anche politiche, incoerenti, perché prese in nome dei valori di sostenibilità e di tutela ambientale.

Eppure queste manifestazioni di sostenibile ♻ non hanno proprio nulla!

Basti pensare all’abbattimento di alberi e siepi per la creazione di parcheggi o aree che distruggono i siti di nidificazione di fratini e tartarughe e che causano la morte di giovani uccelli e cuccioli “selvatici” privati delle cure parentali o il calpestio che compromette il prezioso ecosistema dunale, l’inquinamento acustico che crea disturbo alla fauna diurna e notturna e quello da smog. Per non parlare della possibilità che notevoli quantità di rifiuti grandi e piccoli finiscano in mare e sulla spiaggia (plastica, mozziconi, carta), nonostante le tanto annunciate attività di pulizia post evento, che tuttavia non bastano a ripristinare l’equilibrio precedente.
I beni naturali, come le spiagge, appartengono a tutti e tutti dobbiamo considerarli parte del nostro patrimonio collettivo, così come lo sono i beni archeologici, artistici o culturali che ogni Paese, anche piccolo, conserva con orgoglio. Esistono, peraltro, luoghi storicamente e ragionevolmente deputati allo svolgimento degli spettacoli, come arene, stadi, persino luoghi degradati a cui dare una nuova vita. Non tutti conoscono le conseguenze di queste azioni e di certo occorre sensibilizzare l’opinione pubblica favorendo un diverso approccio culturale. Ma affinché habitat preziosi come le spiagge siano realmente tutelati è necessario che vengano introdotte al più presto delle norme che vietino pratiche pericolose e ingiuste.

Fare qualcosa per le spiagge non vuol dire farlo sulle spiagge. Per questo Marevivo, Enpa, LAV e Sea Shepherd Italia chiedono un provvedimento urgente per vietare l’utilizzo della spiaggia per i grandi eventi, anche alla luce delle recenti modifiche costituzionali, che all’art. 9 annoverano, tra i doveri della Repubblica, la “Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.

Pubblicato il
6 Agosto 2022
Ultima modifica
9 Agosto 2022 - ora: 09:42

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