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In arrivo i TUG elettrici

AUCKLAND – Lo spettacolo dei rimorchiatori portuali che eruttano fumo nero 🛳💨☁ fa parte della storia lontana: e può anche commuovere i nostalgici, tra i pochi di noi che l’hanno visto in realtà.

Ma il mondo cambia: e cambia tanto che in Nuova Zelanda hanno cercato già due anni fa di fare sul serio, ordinando in Olanda il primo rimorchiatore portuale alimentato a energia elettrica 🛳 🔌🔋.

Un passo avanti rispetto a quanto esiste oggi sui porti italiani, dove peraltro anche i nostri tag non fanno più pennacchi di fumo grazie ai moderni motori e specialmente ai filtri delle emissioni. La tecnologia però non si ferma. La Ports of Auckland, per  rispettare il programma a difesa dell’ambiente, mirato all’obiettivo di zero emissioni entro il 2040, ha siglato un accordo con la società olandese Damen Shipyards Group per l’acquisto della speciale “nave” da rimorchio portuale 1⃣0⃣0⃣% elettrica. Ad oggi la nuova unità sta diventando pienamente operativa con test di ogni tipo.

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L’RSD-E Tua 2⃣5⃣1⃣3⃣ è, in progetto, lungo quasi 2⃣5⃣ metri e, dotato di due propulsori azimutali, può spostare tre o quattro navi alla volta per ogni carica. La batteria da 2⃣8⃣0⃣0⃣ kWh assicura un’autonomia attorno alle tre-quattro ore, mentre per una ricarica completa servono due ore. Per motivi di sicurezza, inoltre, il rimorchiatore ha comunque in dotazione anche due generatori diesel da 1⃣0⃣0⃣0⃣ kW, da utilizzare solo in caso di guasto all’impianto elettrico.

Il costo del tuo olandese-neozelandese è circa il doppio di un tradizionale rimorchiatore diesel ma, oltre all’impatto ambientale, la convenienza starebbe nelle spese molto ridotte per il funzionamento e la manutenzione.

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Pubblicato il
4 Febbraio 2023
Ultima modifica
6 Febbraio 2023 - ora: 14:29

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