Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Camionisti: dannati a vita dura

LIVORNO – Ce lo siamo chiesti, dopo che anche 👉 l’intervista qui a fianco ci ha confermato che è sempre più difficile trovare camionisti giovani, perché questo mestiere sia tra quelli in via d’estinzione. E le risposte non mancano.

In primo luogo perché manca la formazione professionale.

Dei tanti, tantissimi, forse troppi corsi di formazione offerti dal mercato, nessuno o quasi – a quanto risulta – si dedica a questa categoria.

Per cui il giovane aspirante camionista o viene da una tradizione famigliare ed ha imparato sul camion del padre, oppure arriva vergine d’esperienza.

E spetta all’azienda che lo assume formarlo, abbinandolo a un vecchio autista prima di affidargli un “bestione” 🚚🚛 da 2⃣0⃣0⃣.0⃣0⃣0⃣ euro che non si guida certo come un’auto.

Il che comporta per l’azienda rischio, costi e anche qualche problema di legge (perché l’abbinamento non può avvenire su strada nei viaggi normali). 

[hidepost]

Poi c’è la retribuzione 💶: che è bassa, rispetto ai canoni di altri lavori, per una vita durissima, resa ancora più dura – una vita da dannati – dalla mancanza assoluta di confort sia sulla strada (le stazioni di servizio sono attrezzate per gli automobilisti e non offrono certo il confort necessario a chi passa ore e ore su un Tir) sia sui porti e sulla maggioranza dei terminal.

Mentre all’estero proliferano i Truck Park – o Truck Village – dove gli autisti trovano aree di ristoro, docce, dormitori e sale di servizio attrezzate – da noi spesso il camionista dopo aver consegnato il carico viene brutalmente buttato fuori con il suo mezzo e non ha nemmeno il permesso di scaricare i propri rifiuti. 

Il camion non è una nave, e anche se tutti ormai sono attrezzati con cuccetta e wc chimico, spazi e confort sono da forzati. Senza infine considerare lo stress continuo di viaggiare su autostrade dove il traffico spesso è a rischio, di sostare in aree non controllate dove rapine e peggio sono frequenti, di interruzioni per lavori sulla carreggiata che fanno sforare orari e creano reali pericoli, eccetera. 

C’è altro?

Certo: compresa la concorrenza di autisti e mezzi stranieri, che operano secondo le loro leggi e qualche volta a margine delle loro stesse leggi. Parlare di una giungla forse è eccessivo: ma che quella dei camionisti sia una professione tra le più pesanti e rischiose è la realtà. E non si vedono miglioramenti all’orizzonte, malgrado qualche sporadica iniziativa che non cambia il tutto.

Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
1 Marzo 2023

Potrebbe interessarti

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio