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Mediterraneo e il “lamento funebre”

CAIRO – Il Cairo per i porti mediterranei, specie quelli del Centro-Est, è un grosso problema: ma per il canale di Suez l’offensiva degli Houthi nello stretto di Bab-el-Mandeb, tra lo Yemen e Gibuti, è una catastrofe, con un costo stimato di oltre 9 miliardi di dollari. E più ancora delle capacità dissuasive della flotta schierata dagli Usa e dai paesi dell’Europa Occidentale – Italia compresa, con la sua fregata antimissile – adesso si spera nella reazione dell’Egitto. Non solo sul piano militare, che pure potrà esserci sui confini marittimi del Mar Rosso – ma su quello diplomatico e del sostegno alla guerra contro Israele.

Il dirottamento delle flotte container sulla rotta intorno all’Africa costa, secondo le stime italiane, dai 30 ai 40 dollari in più a contenitore: che i vettori hanno già comunicato di dover scaricare quasi totalmente sulle merci destinate al Mediterraneo Centrale, il che vuol dire anche all’Italia. Ci stanno rimettendo tutti: i caricatori, i clienti, i terminal, fino al resto della catena logistica. L’impotenza dell’ONU, già evidenziata dal sempre minore impegno contro il quotidiano massacro dell’Ucraina, è confermata anche sul Mar Rosso. Ma ci sono spiegazioni evidenti: dietro gli Houthi dello scalcinato Yemen c’è il babau dell’Iran, nella sua crociata anti Occidente. E nessuno ha davvero voglia di un’altra tragica guerra totale, con le tante guerre parziali che funestano questo inizio d’anno.

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Ah, una curiosità (un po’ di malaugurio): il nome in arabo dello stretto di Bab-el-Mandeb tradotto in italiano, significa: “la porta del lamento funebre”. (A.F.)

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Pubblicato il
10 Gennaio 2024

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