Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Duro sciopero dei portuali Usa

GENOVA – “Esportatori e spedizionieri – sottolinea una nota di Spediporto – guardano con estrema preoccupazione alla situazione che da mercoledì ha bloccato i porti della Costa Est e del Golfo del Messico. Gli Stati Uniti sono il primo partner commerciale dell’Italia fuori dall’Europa. Con lo sciopero, ogni settimana, si stima che a livello mondiale saranno circa 500 mila i contenitori che non potranno sbarcare o raggiungere le destinazioni finali. Un danno gravissimo all’economia USA, ai suoi consumatori, ma anche agli esportatori, che certamente vedranno lievitare il costo dei noli già nelle prossime settimane”.

Non usa mezzi termini Giampaolo Botta, direttore generale Spediporto, per esprimere tutta la sua preoccupazione in merito all’agitazione che sta iniziando nei porti della parte orientale degli Stati Uniti. Uno sciopero, che arriva a quasi un anno dal primo attacco dei ribelli Houthi contro le navi in transito nel canale di Suez, e che rischia, dunque, di mandare nuovamente in crisi il mercato mondiale dei contenitori, con perdite giornaliere che JP Morgan stima tra i 3,8 e i 4,5 miliardi di dollari.

[hidepost]

Va ricordato come lo sciopero interessi 36 porti situati sulla costa orientale degli Stati Uniti e nella zona del Golfo del Messico; l’astensione dal lavoro, proclamata dall’International Longshoremen’s Association (ILA), coinvolge circa 45 mila addetti, e  paralizzerà le attività di scali in grado di movimentare tra il 40 e il 50% dei volumi di tutti i porti statunitensi. Le perdite di volume in un mese, potrebbero raggiungere i due milioni di contenitori (dati presentati al FIATA Congress di Panama, dove Spediporto era presente proprio con il direttore generale Botta e il presidente Andrea Giachero).

Anche i porti del Mediterraneo subiranno pesanti ripercussioni: sono a rischio, ogni settimana circa 71.000 contenitori, in ambo le direzioni, sull’asse con la costa orientale degli Stati Uniti. Nazione quest’ultima che, per il porto di Genova, rappresenta un riferimento imprescindibile: gli ultimi dati disponibili da parte di Autorità di Sistema Portuale, riferiti al 2022, parlano di 336 mila contenitori movimentati tra imbarco e sbarco. Una cifra superiore a quella legata, ad esempio, a tutte le destinazioni europee. 

[/hidepost]

Pubblicato il
5 Ottobre 2024
Ultima modifica
7 Ottobre 2024 - ora: 09:06

Potrebbe interessarti

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio