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Carburanti navali, scattano gli obblighi

BRUXELLES – C’è grande e in parte preoccupata aspettativa per la nuova politica dis-ambientale annunciata dal prossimo presidente degli USA. Ma intanto l’UE va avanti sulla sua strada.

FuelEU Maritime è entrato in vigore il 1° gennaio 2025 ed impone l’uso di carburanti più puliti per le navi di stazza superiore a 5.000 GT che attraccano nei porti europei, stabilendo limiti massimi per l’intensità annuale di GHG dell’energia utilizzata.

Gli obiettivi aumentano nel tempo, da una riduzione del 2% entro il 2025 a una riduzione dell’80% entro il 2050. Gli obiettivi riguardano le emissioni di CO2, metano e protossido di azoto per l’intero ciclo di vita dei carburanti utilizzati a bordo, su base Well-to-Wake.

Le navi passeggeri e portacontainer attraccate o ormeggiate in banchina devono utilizzare l’alimentazione elettrica a terra (OPS, o cold ironing) o tecnologie alternative a zero emissioni dal 1° gennaio 2030 nei porti elencati dal regolamento sulle infrastrutture per i carburanti alternativi (AFIR) e dal 1° gennaio 2035 in tutti i porti dell’UE con capacità OPS installata. Il regolamento prevede anche diversi meccanismi di flessibilità, come meccanismi bancari e di pooling per supportare la transizione.

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Di cosa abbiamo bisogno per raggiungere gli obiettivi di FuelEU Maritime? Ecco i principali obblighi.

• Rendere disponibili in Europa carburanti puliti per la navigazione a un prezzo competitivo: il rapporto Draghi ha individuato esigenze di investimento pari a 40 miliardi di euro all’anno.

• Il Clean Industrial Deal dovrebbe incanalare le entrate dell’UE e dell’ETS nazionale per colmare il divario di prezzo tra carburanti convenzionali e puliti, che può essere fino a quattro volte più costoso.

• Le normative internazionali dovrebbero essere concordate presso l’IMO per livellare il campo di gioco e mantenere la competitività internazionale della navigazione europea.

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Pubblicato il
18 Gennaio 2025
Ultima modifica
20 Gennaio 2025 - ora: 20:25

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