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ENERGIA

Si torna anche al gas italiano?

Ipotesi: entro breve il raddoppio della produzione

LIVORNO. Sembra che il dado sia ormai tratto. Da settembre ripartono le trivelle anche in Italia per contenere i costi ormai stratosferici della bolletta del gas a famiglie e imprese. Lo ha promesso nei giorni scorsi il ministro dell’ambiente e della transizione ecologica Gilberto Pichetto Fratin.
C’è una rassicurazione sui rigassificatori, compresi quelli in mare a Livorno e Ravenna e in porto a Piombino: rimangono come punti di arrivo via mare del nostro gas, invece di ricevere quello (a caro prezzo) dagli Usa e dal mar Nero.

Con il riaggiornamento in atto della mappa delle zone di terra e specie di mare ricche di idrocarburi la produzione italiana di gas – precipitata dopo il 2020 per le normative green – passerà da 3,3 a circa 6 miliardi di metri cubi l’anno entro il prossimo dicembre e oltre 7 negli anni successivi, fino a superare il record del 2000 di oltre 17 miliardi.

L’Italia, secondo gli studi più accreditati, ha riserve di gas metano per circa 112 miliardi di metri cubi, fra mare e terra: 45,775 miliardi certi, 45,901 probabili, 19,912 possibili.
La mappa Hego-Hub che è stata riportata da alcune pubblicazioni a margine dei rapporti Eni sostiene che l’Italia potrebbe estrarre fino a 30 miliardi di mq di gas all’anno, portano il costo a 5 centesimi contro i 70 di due anni fa, moltiplicati oggi per la guerra e le sanzioni incrociate.

(A.F)

Pubblicato il
31 Marzo 2025

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