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CONVEGNO ASSITERMINAL

Paroli alle altre Autorità portuali: coordiniamoci

«Non c’è da stare soltanto in attesa della nuove leggi»

Matteo Paroli, presidente Authority Genova-Savona

GENOVA. Non occorre mettersi solo in attesa di atti legislativi nazionali: anche le Autorità portuali possono contribuire a semplificare e a dar vita ad «azioni di coordinamento volte a definire tempi, criteri e regole uniformi». A insistere su un «percorso di semplificazione e omogeneizzazione tra le Autorità» è stato Matteo Paroli, numero uno del sistema portuale di Genova-Savona, al convegno “Unire i porti, costruire il futuro”, al quale – nell’ambito della conferenza Port & Shipping Tech e sotto l’egida di Assiterminal – hanno partecipato presidenti e commissari delle Autorità di Sistema Portuale.

A giudizio del presidente dell’Authority genovese, nella pratica quotidiana delle norme italiane c’è spesso «una sovrapposizione di vecchie e nuove normative» e questo rende «estremamente complesso investire in Italia per gli operatori economici internazionali».

Il dibattito, moderato da Roberta Busatto e coordinato dal presidente di Assiterminal, Tomaso Cognolato, puntava proprio ad «avviare un dialogo istituzionale tra i vertici portuali su strategie comuni per rafforzare la competitività del sistema marittimo nazionale».

Dopo gli interventi introduttivi di Salvatore Deidda (presidente della commissione trasporti della Camera) e di Rodolfo Giampieri (presidente di Assoporti), è stata avviata la tavola rotonda tra i rappresentanti delle Autorità portuali. Per Paroli c’è bisogno di porre attenzione, ad esempio, ai regolamenti demaniali: ogni Authority –  questo un aspetto-chiave – ne adotta uno in autonomia, nel rispetto della legge, ben venga invece «un’azione di sincronia e coordinamento tra le Autorità portuali» perché permetterebbe di «uniformare le normative in modo che gli imprenditori possano essere certi che la loro istanza sarà valutata in tempi prefissati con criteri di ammortamento sull’investimento».

Beninteso, a suo giudizio, non si tratta di imporre canoni identici per tutti — ogni porto ha le sue peculiarità e il proprio rapporto con il mercato — ma piuttosto di dare stabilità e prospettive sicure («se io investo un milione di euro nel porto di Genova devo sapere in quanto tempo quell’investimento verrà ammortizzato e che ulteriori investimenti potrò fare affinché generi ricchezza sul territorio»).

Dal presidente dell’istituzione portuale si è fatto presente che l’Authority genovese ha già avviato «l’adozione di atti regolamentari più sintetici, chiari e operativi, condividendo con altre Autorità idee e pratiche che potranno essere replicate».

Da non sottovalutare l’importanza della condivisione degli strumenti informatici: molte Autorità – è stato ribadito – dispongono di piattaforme telematiche avanzate: renderle interoperabili o adottare soluzioni già esistenti può accelerare il lavoro della pubblica amministrazione. In questo senso si colloca la logica del “riuso” che, secondo Paroli, «consente di risparmiare tempi e costi e di offrire agli operatori procedure uniformi nei vari porti».

Pubblicato il
20 Ottobre 2025

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