Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti
DL ENERGIA

«Rinnovabili, prevale comunque la logica del no preventivo»

Gis: nel mirino anche il caso del progetto in zona Viterbo

MILANO. «Le novità introdotte restano passi teoricamente utili, ma circoscritti, e il cuore del problema non è nei singoli procedimenti. È il sistema complessivo a frenare la svolta: troppe competenze frammentate, troppi livelli decisionali e una cultura amministrativa ancora ancorata alla logica del “no preventivo”». È il giudizio che arriva da Raffaello Giacchetti, presidente di Gruppi Impianti Solari (Gis), relativamente al delinearsi del nuovo Decreto Energia. Lo dice relativamente alla certezza del rispetto delle norme, in riferimento soprattutto allo stallo attuato da tempo dalla Provincia di Viterbo. «Manca una visione di sistema – viene sottolineato – in grado di unificare davvero la governance energetica e creare condizioni stabili per gli investitori»

Occhi puntati sul fatto che il governo – affermano dal quartier generale del Gruppo Impianti Solari – si dice pronto a varare le misure per sbloccare le rinnovabili e calmierare i prezzi  dell’energia, introducendo anche procedure accelerate per i data center e una nuova disciplina per lo stoccaggio di CO2.

Nell’opinione di Giacchetti «non sembra  bastare un decreto per sbloccare davvero la transizione energetica italiana»: il provvedimento – viene messo in risalto – rischia di essere «più un ritocco tecnico che una svolta strutturale».

Nel mirino è il caso della provincia di Viterbo: le pratiche – questa la sottolineatura del Gis – per nuovi impianti fotovoltaici «restano bloccate per mesi o addirittura anni: le regole ci sono, ma semplicemente non vengono applicate». Questa è una situazione viene vista come «un caso emblematico di ritardi sistematici nell’esame delle richieste, dovuti a carenze di personale e conflitti di competenza», e di fatto questo «svuota di efficacia le semplificazioni nazionali». In altre parole: «Il correttivo prova a “oliarsi gli ingranaggi”, ma il motore resta lo stesso».

«Troppo lenti rispetto agli obiettivi europei» sono i ritmi con cui il nostro Paese installa impianti di energia rinnovabile. Secondo Gis sono necessarie «misure più radicali»:

  • una vera semplificazione sostanziale e non solo procedurale;
  • un modello unico nazionale per la definizione delle aree idonee;
  • un’accelerazione concreta per reti e accumuli, ancora esclusi da un piano organico di sviluppo;
  • ma soprattutto la garanzia del rispetto delle regole.

«Senza questi strumenti, la transizione – dice Giacchetti – resta bloccata a metà: buone intenzioni ma senza la capacità di generare fiducia, attrarre capitali e mobilitare filiere industriali».

Pubblicato il
17 Novembre 2025

Potrebbe interessarti

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora

Avanti adagio, quasi indietro

Potremmo dire, parafrasando Guido Gozzano, che tra gli infiniti problemi che riguardano il nostro mondo attuale, tra guerre e genocidi, ci sono anche le “piccole cose di pessimo gusto”. Tra queste c’è l’incredibile vicenda...

Editoriale
- A.F.
Leggi ancora
Quaderni
Archivio