Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti
UNIVERSITÀ DI SIENA

Io e il robot quando lui diventa parte del mio corpo (e di me)

L’approccio-novità di una équipe toscana alla conferenza sulle macchine intelligenti

SIENA. Cosa succede quando un robot diventa parte di noi? Una domanda «semplice e rivoluzionaria»: così l’ha definita l’équipe dell’Università di Siena (Maria Pozzi, Tommaso Lisini Baldi, Gionata Salvietti, Monica Malvezzi e Domenico Prattichizzo) portando sul palco il proprio approccio alla robotica che, com’è stato detto, «per qualche minuto ha smesso di essere solo tecnologia e ha iniziato a parlare direttamente alle persone».

È accaduto in occasione della conferenza su robotica e macchine intelligenti “I-RIM 3D 2025” in agenda a Roma: l’opportunità è stato il workshop “Human Robot Augmentation: A User Centered Perspective”, premiato come “best workshop” della manifestazione con un riconoscimento che va oltre il valore scientifico e tocca qualcosa di più profondo: il rapporto tra esseri umani e macchine nei gesti quotidiani della vita.

«Domande come questa – viene spiegato dal quartier generale dell’ateneo senese – hanno guidato il confronto tra ricercatori, clinici e tecnologi: si sono interrogati se un arto robotico possa essere percepito come appartenente al proprio corpo, come cambia il controllo motorio quando si coordinano arti naturali e artificiali, e quale ruolo debba avere l’utente nella progettazione di dispositivi che promettono di ampliare, sostenere o restituire capacità».

Sicuramente il pubblico è stato colpito da quanto ha raccontato Alessandro Bondi: non è uno studioso bensì un paziente che utilizza ogni giorno le “tecnologie assistive” che il team senese mette a punto: dopo lungo tempo lui, sperimentandole con il proprio corpo e la propria mente, è diventato davvero esperto relativamente a queste soluzioni. E non si parla solo dell’aspetto tecnico bensì principalmente dell’impatto umano, esistenziale. «La sua testimonianza – è stato ribadito – ha ricordato a tutti perché la robotica non è solo laboratorio, algoritmi e motori: è vita, esperienza, identità, possibilità».

Accanto a lui, si sono susseguiti gli interventi di Andrea d’Avella, Loredana Zollo e Bernardo Brogi in nome di «un dialogo ricco, capace di intrecciare neuroscienze, robotica indossabile, percezione corporea e sperimentazione avanzata». Ad esempio, la dimostrazione dal vivo – curata da Bernardo Brogi – ha reso tangibile quel che talvolta, forse spesso, rimane confinato nell’approccio asettico e astratto degli studiosi: si è visto, cioè, «un modo nuovo di immaginare l’interazione uomo-robot».

Pubblicato il
18 Novembre 2025

Potrebbe interessarti

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora

Avanti adagio, quasi indietro

Potremmo dire, parafrasando Guido Gozzano, che tra gli infiniti problemi che riguardano il nostro mondo attuale, tra guerre e genocidi, ci sono anche le “piccole cose di pessimo gusto”. Tra queste c’è l’incredibile vicenda...

Editoriale
- A.F.
Leggi ancora
Quaderni
Archivio