Livorno, fino al 23 la bonifica bellica all’interno del Porto Mediceo
In vista dei lavori per la realizzazione della nuova infrastruttura turistica
LIVORNO. La Capitaneria di porto di Livorno ha messo nero su bianco l’ordinanza che autorizza la cosiddetta “bonifica bellica sistematica” degli specchi acquei «del Porto Mediceo e della Darsena Nuova» dove a Livorno sarà realizzato il porto turistico. È la premessa dei lavori veri e propri: riguarda ogni opera di questo tipo (ad esempio, nello stesso porto labronico ma in zona commerciale-industriale è stata compiuta in modo approfondito là dove viene costruita la Darsena Europa). Nello specifico, è relativa – si legge nell’ordinanza – agli «specchi acquei della banchina ex Lips, degli scali Novi Lena e del molo Elba lato sud». Nelle scorse settimane la pratica autorizzativa aveva ottenuto il via libera da parte della Quarta Sezione Bonifiche subacquee ordigni bellici del Comando Logistico della Marina Militare.
Ad avanzare la richiesta è la società Miar Sub srl, incaricata dalla Cem, impresa appaltatrice dei lavori. L’autorità marittima ha disposto che fino al 23 dicembre all’interno delle acquee del Porto Mediceo e della Darsena Nuova – secondo una mappa specificamente allegata all’ordinanza in due zone di accosti ai lati del ponte girante – siano vietate la navigazione e qualsiasi attività marittima.
È da ricordare che sono sì passati più di ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale (meglio: più di 81 dalla liberazione della città e del porto di Livorno dai nazifascisti ad opera di alleati e partigiani) ma c’è da tener conto che banchine e darsene dello scalo labronico sono state per un anno e mezzo a partire dalla prima metà del ’43 una delle infrastrutture più bombardate dall’aviazione alleata e, successivamente, una delle aree con più mine e trappole esplosive piazzate da parte dei nazisti in ritirata. Si scopre l’acqua calda a parlare della rilevanza logistica assegnata dall’una come dall’altra parte belligerante a questo porto: basti dire che gli alleati ne fecero l’avamposto logistico fondamentale a sostegno dello sforzo militare per liberare il Nord Italia.











