Visita il sito web
Tempo per la lettura: 4 minuti
AIUTO PER I PESCATORI

La prima piattaforma blockchain per tracciare i rifiuti marini

A Termoli intesa fra Comune, Authority e imprese per “Sea Trace”

La presentazione dell’intesa fra Authority barese, Comune di Termoli e imprese: l’intervento di Framcesco Mastro, presidente dell’ente portuale

TERMOLI (Campobasso). L’hanno ribattezzato “Sea Trace”, vale come strumento a disposizione dei pescatori per gestire i rifiuti pescati in mare in modo accidentale: si tratta  di una sorta di inedito passaporto digitale dei rifiuti marini che, grazie a un sistema innovativo in forma di app, consente di censirli in tempo reale. Se ne parliamo è per via della firma di un protocollo d’intesa che vede protagonisti il Comune di Termoli e l’Authority barese competente per territorio, oltre a realtà come Innovation Sea, The Nest Company e Recupero Etico Sostenibile (Res).

Viene indicata come «la prima soluzione digitale completa per monitorare e gestire i rifiuti marini»: è basata su «una tecnologia blockchain brevettata da The Nest Company», società partecipata da Omnisyst, Algebris Investments. Cosa fa la piattaforma? Non fa altro che tracciare «l’intero ciclo di vita dei rifiuti, dalla raccolta in mare al trattamento finale, e creare un passaporto digitale per ogni lotto di rifiuto», è stato precisato. Con una sottolineatura: «Grazie alla blockchain tutte le operazioni vengono registrate in modo immutabile, consentendo di

  • controllare in modo oggettivo le attività svolte,
  • garantire la sicurezza del sistema e dei dati,
  • prevenire accessi distorti ai contributi e possibili truffe
  • certificare l’effettivo recupero dei materiali pescati».

Non stiamo fissando lo sguardo su pochi oggetti che di quando in quando finiscono per essere catturati da chi ha fatto della pesca il proprio lavoro e il proprio reddito. No, la stima parla di «migliaia di tonnellate di plastica e materiali inquinanti» che ogni anno si depositano «sui fondali marini, invisibili agli occhi ma devastanti per gli ecosistemi». Per i pescatori pescarli presenta problemi dal punto di vista documentale e operativo ma a mancare è soprattutto un sistema di raccolta nelle aree portuali.

È una battaglia che la fondazione Marevivo ha in corso da anni, oltretutto ha portato alla legge “salva-mare” che regolamenta la raccolta dei rifiuti accidentalmente pescati in mare. È possibile per i pescatori conferire a terra i rifiuti, tocca alle Autorità di Sistema Portuale avere il compito di guidare un sistema che si faccia carico di tali “rifiuti accidentalmente pescati”. Anzi, dallo scorso anno con una minima quota della tassa rifiuti (10 centesimi per utente) anche la cittadinanza contribuisce a gestire questo genere di rifiuti: presentando l’iniziativa di Termoli, viene specificato che al tirar delle somme si accantonano risorse di rilievo che non sono state per adesso impiegate ma che verranno destinate a sostenere le attività operative inerenti rifiuti accidentalmente pescati e a incentivare la filiera della pesca a svolgere un ruolo attivo nella bonifica dei mari».

La sperimentazione parte da Termoli e dal Molise, ma – è stato detto – punta a «estendersi progressivamente lungo tutto l’Adriatico meridionale». In virtù degli accordi siglati con Federpesca e FederOp, “Sea Trace” potrà avere un lancio su scala nazionale, giungendo a coinvolgere «oltre 10mila operatori del settore della pesca».

Quali sono i benefici a giudizio di Marevivo? Lo dice la segretaria nazionale Raffaella Giugni: «“Sea Trace” è un passo concreto nell’applicazione della legge “salva-mare”. Per la prima volta disponiamo di uno strumento capace di coniugare tecnologia, trasparenza e partecipazione attiva dei pescatori. La tracciabilità digitale consente di sapere cosa viene recuperato e dove, in che quantità, e a quale destinazione è indirizzato, rendendo finalmente misurabile l’impatto della bonifica effettuata in mare». Aggiungendo poi: «Il sistema offre un triplice vantaggio:

  • ambientale, in quanto contrasta la dispersione di plastica e microplastiche in mare;
  • sociale, poiché valorizza il ruolo delle comunità costiere;
  • gestionale nel creare un modello certificabile e replicabile in grado di diventare riferimento per altri porti italiani

Il porto di Termoli (Campobasso) in una veduta dall’alto

Queste le parole di Domenico Guidotti, amministratore delegato di Innovation Sea: «Con “Sea Trace” offriamo una risposta concreta alle sfide ambientali dei nostri mari. La piattaforma supporta non solo i pescatori nella gestione quotidiana dei rifiuti marini, ma anche tutte le istituzioni coinvolte a terra, assicurando efficienza, tracciabilità e sostenibilità dell’intero processo».

Ecco l’intervento di Riccardo Parrini, amministratore delegato di The Nest Company: «“Sea Trace” è la blockchain al servizio dell’economia circolare. Possiamo mappare le aree più inquinate, intervenire in modo mirato e rendere i pescatori protagonisti della bonifica dei fondali. Ogni materiale raccolto è digitalmente certificato».

Così il commento di Francesco Mastro, presidente dell’Authority: «Con la sperimentazione di “Sea Trace” nel porto di Termoli compiamo un passo concreto verso un modello evoluto di gestione dei “rifiuti accidentalmente pescati”, del tutto allineato alla legge “salva-mare” e ai principi europei di economia circolare. La catena di custodia digitale consentirà di trasformare un problema ambientale in un processo governabile, trasparente e certificabile, capace di produrre valore ambientale, gestionale e di sistema». A giudizio di Mastro, in  tal modo  si va verso un rafforzamento del ruolo dei porti come snodi di legalità e di sostenibilità, che si fonda su una solida collaborazione istituzionale e pubblico-privata e che pone le basi per un modello che potremmo replicare,  non solo in  tutto il nostro Sistema,  ma anche, auspicabilmente, a livello nazionale, gettando le basi per un futuro sempre più verde».

Il microfono tocca adesso a Basso Cannarsa, presidente nazionale FederOp: «Riteniamo che questa tecnologia innovativa possa rappresentare un punto di svolta per il nostro comparto. Non solo permette di gestire in modo conforme e trasparente la delicata questione dei “rifiuti accidentalmente pescati”, ma consente anche di raccogliere dati fondamentali per monitorare lo stato di salute dei nostri mari. È un ulteriore passo avanti verso una pesca sempre più sostenibile e consapevole».

Francesca Biondo è la direttrice nazionale di Federpesca e dà questo giudizio: «Federpesca ha accettato con entusiasmo l’invito a collaborare per la sperimentazione della piattaforma “Sea Trace”. Siamo convinti che rappresenterà uno strumento utile per la tutela dell’ambiente marino, favorendo un conferimento strutturato dei rifiuti raccolti in mare e un loro monitoraggio lungo la filiera del recupero circolare organizzata da Innovation Sea. È un progetto che valorizza il ruolo attivo della pesca nella sostenibilità».

Pubblicato il
2 Gennaio 2026

Potrebbe interessarti

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora

Avanti adagio, quasi indietro

Potremmo dire, parafrasando Guido Gozzano, che tra gli infiniti problemi che riguardano il nostro mondo attuale, tra guerre e genocidi, ci sono anche le “piccole cose di pessimo gusto”. Tra queste c’è l’incredibile vicenda...

Editoriale
- A.F.
Leggi ancora

Se Berta ‘un si marìta…

…“E se domani…” diceva un antico refrain musicale. Riprendo le valide considerazioni del nostro direttore sulla sorprendente impasse di alcune nomine presidenziali nelle Autorità di Sistema Portuale soffermandomi su Livorno: Gariglio è stato tra...

Editoriale
- A.F.
Leggi ancora

Per difendere la pace…

Guerra e pace, più guerra che pace: sembra l’amara, eterna storia dell’uomo. Così, per preservare la pace, sembra proprio che non ci siano che le armi: si vis pacem, para bellum, dicevano nell’antica Roma....

Editoriale
- A.F.
Leggi ancora
Quaderni
Archivio