L’Italia finanzia in Africa la creazione dell’impianto solare dei record
Da Cdp all’Egitto 110 milioni per il più grande polo fotovoltaico del continente

Sede Cassa Depositi Prestiti a Roma
ROMA. Il “piano Mattei” fissa lo sguardo sull’Africa e, all’interno del continente-simbolo del Sud del mondo, in particolare sull’Egitto come uno dei partner chiave. Con la prima operazione che utilizza le risorse del “Plafond Africa” promosso dal governo italiano, Cassa Depositi Prestiti – il colosso finanziario pubblico che ha alle spalle la potenza del risparmio postale privato di generazioni di famiglie – offre sostegno finanziario a “Abydos For Renewable Energy Company Sae” per costruire e gestire una centrale da mille megawatt in Egitto.
È localizzato nel governatorato di Assuan, nell’Egitto meridionale: una volta completato, il progetto rappresenterà in Africa «la più grande centrale in grado di combinare produzione fotovoltaica e stoccaggio di energia». Si integrerà con un sistema di accumulo da 600 megawattora, contribuirà «alla sicurezza energetica e alla transizione verde della regione».
Con questo progetto si vuol contribuire a dare una risposta sostenibile alla «crescente domanda di energia dell’Egitto, con una riduzione delle emissioni di CO2 pari a oltre un milione di tonnellate l’anno». Senza dimenticare che si ridurrà la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili come pure si abbasseranno i costi dell’elettricità grazie a una tariffa di vendita competitiva rispetto al prezzo medio nazionale
Il caso Regeni non è affatto risolto ma le autorità italiane non hanno mai mollato le relazioni privilegiate con l’Egitto: anzi, le questioni dell’energia sono una materia di collaborazione stretta: non c’è solo il giacimento di Zohr al largo di Port Said, forse il più grande dell’intera area mediterranea, qui la Cdp punta a sostenere finanziariamente la transizione energetica dell’Egitto con un finanziamento da 110 milioni di euro messo a disposizione dal gigante finanziario italiano per questa società attiva nel settore delle energie rinnovabili e indirettamente controllata da Amea Power Ltd e Kyuden International Corporation.
Questo intervento può contare sulla garanzia statale all’80% ed è parte di un co-finanziamento internazionale guidato da Ifc (Banca Mondiale). Il “Plafond Africa”, secondo quanto viene spiegato da Cdp, è «il nuovo strumento promosso dal governo italiano nella cornice del “Piano Mattei”»: consente a Cassa Depositi Prestiti di «impegnare fino a 500 milioni di euro a favore di imprese stabilmente operative nel continente africano beneficiando di una garanzia dello Stato pari all’80%».
L’iniziativa – viene fatto rilevare – si inserisce in «un più ampio co-finanziamento internazionale da 571,8 milioni di dollari»: è coordinato dalla International Finance Corporation (Ifc) del Gruppo Banca Mondiale, e vede la partecipazione di altri partner internazionali quali la tedesca Deutsche Investitions (Deg), l’olandese Nederlandse Finan-Maats (Fmo), la britannica British International Investment (BII), l’organizzazione intergovernativa Opec Fund for International Development (Ofid) e la Europe Arab Bank.
Queste le parole di Paolo Lombardo, che in Cassa Depositi Prestiti è direttore cooperazione internazionale: «Con questa prima operazione del “Plafond Africa” Cdp rafforza il proprio ruolo di istituzione finanziaria per lo sviluppo: l’iniziativa rappresenta un modello di cooperazione multilaterale capace di coniugare sostenibilità, impatto e partenariato pubblico-privato. Sostenere la transizione energetica dell’Egitto significa contribuire alla sicurezza energetica nazionale, alla stabilità regionale e alla crescita inclusiva, obiettivi cruciali del “Piano Mattei” e del nostro Piano Strategico 2025-2027.»











