Giani: Darsena Europa, o il governo fa la sua parte o si rischia lo stop
Occorrono 130 milioni di euro per le opere complementari

Eugenio Giani con il sindaco livornese Luca Salvetti durante l’inaugurazione dei lavori per le nuove dighe del porto di Livorno
LIVORNO. «La Regione la sua parte l’ha fatta fin dal primo momento. Ora tocca al governo stanziare 130 milioni di euro per le opere complementari della Darsena Europa. Altrimenti rischia di saltare il passo successivo, cioè il completamento delle banchine e il project financing». Non potrebbe essere più esplicito il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, nell’intervista al quotidiano livornese “Il Tirreno” in cui cerca di incalzare Roma perché si muova: in effetti, Matteo Salvini – nella triplice veste di vicepremier e leader leghista ma soprattutto ministro delle infrastrutture – durante la visita dell’ottobre scorso al cantiere dell’espansione a mare (con il maxi-appalto delle nuove dighe foranee) aveva mostrato più di una disponibilità.
Giani però non guarda granché a quella mezza promessa: «Salvini di cose ne dice tante. Basta guardare quello che è successo per l’autostrada tirrenica: non è stato stanziato neppure un euro». Poi il giornale ci mette il carico da undici e rincara titolando: «Giani: senza i soldi del governo la Darsena Europa non si può fare».
La tesi del numero uno della Regione Toscana: da Firenze sono stati messi sul tavolo 200 milioni di euro ed è «il contributo maggiore per la realizzazione della maxi-opera»: per Giani è perfino «anomalo» che una “fetta” così ragguardevole la tiri fuori una Regione («per un patrimonio di proprietà demaniale su cui solitamente interviene lo Stato»).
Alla cronista che gli ricorda come il presidente dell’Authority, Davide Gariglio, così come il sindaco livornese Luca Salvetti abbiano messo in risalto che mancano all’appello 130 milioni di euro per le opere complementari, Giani replica andando dritto al punto: di fronte al fatto che due grandi gruppi privati si sono fatti avanti come potenziali investitori in questa espansione a mare, «è evidente che la procedura di confronto e aggiudicazione può andare avanti soltanto se il governo garantisce il proprio contributo». Aggiungendo poi: o Roma fa la sua parte e mette i soldi per le opere complementari o «rischia di saltare il passo successivo, cioè il completamento delle banchine e il project financing. E questo non dobbiamo permetterlo: la Toscana non può permetterselo».











