L’inquinamento che arriva dal mare: “Report” anche a Livorno per un’inchiesta
Il sindaco Salvetti: cosa abbiamo fatto per limitare lo smog delle navi

I giornalisti di “Report” nello studio del sindaco Salvetti per l’intervista sull’inquinamento in arrivo dai fumi delle navi
LIVORNO. Le telecamere di “Report” sono arrivate a Livorno perché puntano i riflettori sui porti: l’hanno già fatto a Genova, Ancona e Napoli. A darne notizia è il Comune di Livorno, segnalando che l’inviato del programma tv di Sigfrido Ranucci ha intervistato il sindaco Luca Salvetti.orto al centro di un approfondita indagine giornalistica del settimanale Report di Sigfrido Ranucci. Al centro dell’attenzione, a quanto pare di capire, è l’inquinamento da fumi delle navi.
Il sindaco riferisce che «i comitati in Italia, e quindi anche a Livorno, tengono alta l’attenzione sul rischio inquinamento da fumi delle navi». Lui dice di condividerne l’«impegno lodevole» e sostiene di esser «contento che questi attivisti abbiano compreso che il Comune e chi lo guida non avversa queste sensibilità: anche perché un cittadino di Livorno che diventa sindaco non si trasforma in ragione della carica in un “mostro” che se ne infischia della salute sua e dei suoi concittadini».
L’inquinamento atmosferico arriva dal mare perché, per avere la disponibilità di energia elettrica a bordo, in gran parte delle navi occorre tenere accesi i motori per produrre elettricità. Non è un dettaglio, l’immagine classica è quella di avere mille utilitarie ferme al semaforo con il motore in moto ma per l’equivalente di 24 ore su 24. «Stiamo parlando di un fardello annuo che, secondo stime attendibili, vale nell’arco dei dodici mesi – lo ritroviamo in un articolo del “Tirreno” di qualche tempo fa – quasi 54mila tonnellate di anidride carbonica, 22 tonnellate di polveri-killer Pm10 e quasi 90 di anidride solforosa ai quali bisognerebbe aggiungere anche oltre mezzo migliaio di tonnellate di ossidi di azoto e composti organici volatili e 2.200 di monossido di carbonio)».
Salvetti rivendica all’amministrazione municipale livornese di aver «fatto tantissimo per garantire comportamenti virtuosi e controlli». Lo ripete enumerando un poker di aspetti:
- Nel 2020 «abbiamo promosso il “blu agreement” con enti e armatori per favorire politiche di abbattimento dei fumi;
- Nel 2023 «abbiamo investito risorse comunali per due centraline e una campagna di rilevamenti e monitoraggio»: è stato affidato ad Arpat un servizio di misurazione di vari inquinanti su tre postazioni in diverse aree della città, «compreso il waterfront più prossimo all’attracco delle navi».
- Nel 2024 con delibera di giunta «abbiamo dato vita con la Capitaneria di Porto alla prima ordinanza in Italia sullo “switch” ad un carburante meno inquinante con l’abbassamento del tenore di zolfo allo 0,1% prima dell’entrata in porto».
- Nel 2025, «dopo una lunga interlocuzione con la Regione e con Arpat, grazie alla collaborazione di Autorità di Sistema» è stato previsto che il monitoraggio dei lavori per costruire la Darsena Europa, venga installata «una centralina Arpat in zona porto»: ha anche «la capacità di rilevare il “black carbon”, in anticipo su quanto previsto dalla Direttiva Europea».

A ciò si aggiunga – è ancora il sindaco livornese a farlo notare – che si sta realizzando il progetto di elettrificazione delle banchine da parte dell’Authority: «grazie ai fondi del Pnrr» cambierà radicalmente l’alimentazione dell’elettricità alle navi attraccate in banchina così da fornire energia da terra senza costringerle a tenere in moto i motori per poter far funzionare gli apparati di bordo.
A tutto questo, peraltro, il sindaco Salvetti aggancia anche un altro tipo di considerazione: «Si può anche chiedere al singolo porto o alla singola città di limitare unilateralmente gli armatori che non rispettano le normative, ma – avverte – se non si dà il via concretamente ad una politica nazionale (e mondiale visto il mercato globale) che regoli gli scambi, che guardi all’ambiente e alla sostenibilità dei porti, i luoghi virtuosi e attenti alla fine rischiano di essere i più penalizzati economicamente e dal punto di vista occupazionale». Aggiungendo poi: «Chi non vuol dare un contributo di sostenibilità sceglierà di attraccare altrove dove invece tutto è consentito».
Salvetti dice di auspicare «una mobilitazione generale in tal senso». Nel frattempo, sottolinea che a Livorno sono state «battute strade nuove»: da un lato, per «conoscere in dettaglio l’impatto dei fumi navali sull’aria che respiriamo, partendo dal presupposto che per affrontare un problema dobbiamo prima conoscerlo a fondo»; dall’altro, per «mitigare l’inquinamento legato al porto, convinti che la salute pubblica debba essere tutelata insieme al lavoro».

Il sindaco livornese Luca Salvetti











