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L'OK DELLE ISOLE MARSHALL

Le petroliere che andranno per mare con il vento (ultratech) in poppa

Le curiose vele rigide ideate dall’ex team inglese in Coppa America: le navi sono in costruzione in Cina

John Cooper è l’amministratore delegato di Bar Technologies, società di innovazione marittima nata dal team inglese di Coppa America, quartier generale s Portsmouth

LONDRA. Non è solo una fantasia progettuale: due petroliere “Mr2” sono in costruzione nel cantiere navale cinese di Wuhu. Cos’hanno di speciale, a parte esser in rotta di collisione con le minacce di Trump contro gli armatori che si affidano a costruttori cinesi? Issano sullo scafo qualcosa che si potrebbe definire una “vela”: in realtà, si chiamano “WindWings” e sono sistemi di propulsione eolica avanzati realizzati da Bar Technologies: li hanno progettati per «ridurre significativamente il consumo di carburante» (e, di riflesso, le emissioni di scarichi inquinanti).

La Gazzetta Marittima, al pari della stampa economica di mezzo mondo, ne ha già parlato: se torniamo a farlo è per via dell’ultima novità: l’ente che gestisce la bandiera delle Isole Marshall, uno dei vari microstati utilizzati dagli armatori per motivi soprattutto fiscali, e Bureau Veritas, istituto internazionale di certificazione, hanno «formalmente approvato le proposte di equivalenza “Solas” presentate da Union Maritime e Bar Technologies». Cioè: armatore e progettista del rivoluzionario sistema eolico (che in realtà pare soprattutto una riscoperta tech di una antica tradizione marinara).

Questo sistema brevettato, le “WindWings” appunto, ha il design di «un’ala a tre elementi» ed è «unico sul mercato» in quanto offre «una portanza che è due volte e mezzo maggiore di un’ala a elemento unico». Diversamente da altri sistemi che utilizzano il vento per la propulsione “assistita”, non ha bisogno  di alimentazione continua né per ventole di aspirazione né per rotazione meccanica: c’è una sorta di autoregolazione della “campanatura” e dell’ “angolo di attacco” per «un’efficienza ottimale con la maggior parte degli angoli e delle velocità del vento», come spiegano dal quartier generale della società che le “vele tech” le ha immaginate e progettate.

È la Bar Technologies, innovazione in campo marittimo targata Uk: anzi, Portsmouth, per la precisione. Nel nome di una storia curiosa nata dalla costola dall’ex team britannico di Coppa America e poi diventata una parabola sotto il segno dell’architettura navale e dell’ingegneria di sistema fra ottimizzazione e fluidodinamica. Vabbè, chiudiamola qui: dal centro inglese di progettazione assicurano che questo tipo di propulsione è in grado di assicurare «un risparmio medio giornaliero di carburante per ciascuna vela pari a una tonnellata e mezzo da 37,5 metri e oltre 4,7 tonnellate di CO2».La presentano come «la tecnologia assistita dal vento più potente sul mercato».

Le approvazioni – viene specificato – sono relative a precise “proposte di equivalenza” riguardanti:

  • la visibilità del ponte,
  • il posizionamento delle luci di navigazione
  • la linea di vista del radar.

Gli stessi progettisti li indicano come gli aspetti critici nei fattori di conformità influenzati dall’installazione di vele alari: «Si basano sull’impulso delle recenti approvazioni “LR2” presso Yangzijiang Shipbuilding e sull’installazione di successo su “Sws Brands Hatch”, dimostrando ulteriormente che “WindWings” può essere integrato in sicurezza in una varietà di progetti di petroliere».

Tre applicazioni della tecnologia di propulsione eolica “WindWings”

«Questa approvazione è un’ulteriore dimostrazione che “WindWings” non è solo scalabile, ma anche compatibile con i rigorosi requisiti di sicurezza internazionali»: queste le parole di John Cooper, amministratore delegato di Bar Technologies. «Collaborando a stretto contatto con le compagnie di bandiera e di classe – afferma –  stiamo accelerando la decarbonizzazione senza compromessi, consentendo ad armatori e operatori di agire ora con una tecnologia a zero emissioni pronta per la commercializzazione».

Questa approvazione, a giudizio dei proponenti, risolvono «queste sfide di navigazione nell’ambito dell’attuale quadro “Solas”» e «offrono agli armatori un percorso chiaro e ripetibile per integrare la propulsione eolica senza ritardi normativi». La consegna delle due navi “Mr2” è prevista «tra il 2026 e il 2027»: si estenderà «la comprovata applicazione di “WindWings” al segmento delle petroliere “Mr”» e se ne rafforzerà «la fattibilità su diverse tipologie di navi. Anche in vista dell’inasprimento delle normative globali e delle aspettative commerciali, queste approvazioni – viene fatto rilevare – confermano che “WindWings” può essere «integrato nelle operatovità della flotta senza esser costretti ad aspettare i tempi della futura infrastruttura di rifornimento».

I progettisti insistono su un doppio tasto: a cominciare dal fatto che è «una soluzione praticabile a breve scadenza» e avendo la rassicurazione di «una riduzione misurabile delle emissioni». A ciò si aggiunga – viene messo in risalto – che si tratta di «tecnologie già approvate per classe e bandiera»: questo contribuisce a «limitare l’incertezza per gli armatori che pure sono alle prese con un “paesaggio normativo” in continua evoluzione». In concreto: si dà alla compagnia armatoriale la possibilità di «intervenire immediatamente sotto il profilo della decarbonizzazione», al contempo però tenendo in mano le redini di una «flessibilità adeguata per allinearsi all’evoluzione delle politiche e dei quadri normativi nel campo dell’energia a lungo termine».

Così il commento di Laurent Cadji, amministratore delegato di Union Maritime: «Dopo il successo operativo di “Brands Hatch” e delle nostre nuove navi “Lr2”, questa fase successiva con la flotta “Mr2” dimostra la nostra strategia a lungo termine: realizzare la decarbonizzazione su larga scala, su tutte le tipologie di navi». Aggiungendo poi: «La collaborazione con Bar Technologies e i nostri partner continua a dimostrare che innovazione, conformità e performance commerciale possono andare di pari passo».

Quanto a Alex Gregg-Smith, presidente settore marine & offshore di Bureau Veritas, questa è la sua dichiarazione: «Siamo molto lieti di sostenere l’approvazione dell’integrazione di “WindWings” sulle petroliere “Mr2”. Il successo della revisione di questi accordi di equivalenza riflette la solidità del “safety case” e la maturità delle tecnologie di propulsione eolica introdotte sul mercato».

Infine, ecco Simon Bonnett, vicecommissario per gli affari marittimi della Repubblica delle Isole Marshall e amministratore marittimo: «Garantire che le tecnologie innovative e avanzate siano conformi ai requisiti e alle normative in materia di sicurezza delle operazioni navali è fondamentale per il futuro del nostro settore. Apprezziamo l’approccio costruttivo di tutte le parti interessate a sostegno della conformità alla convenzione “Solas”».

Pubblicato il
22 Gennaio 2026

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