«Rigassificatore qui? Prima parliamo di quel che il governo non ha fatto»
Giani: delle 10 opere promesse tre anni fa se ne stanno realizzando a malapena due

Il rigassificatore Italis Lng collocato da Snam nel porto di Piombino
FIRENZE. Sul rigassificatore di Piombino sta tornando una discussione impostata sull’emergenza: in estate scade la concessione e bisogna affrettarsi. Ma il punto è un altro: l’ok alla collocazione dato nell’ottobre 2022 aveva come contraltare la realizzazione di una serie di interventi a beneficio di Piombino. Peccato che dei dieci previsti ne siano tutt’al più in corso di realizzazione un paio. La Regione Toscana non ci sta e dice che ogni dibattito deve ripartire dal mancato rispetto degli impegni assunti: lo fa per bocca del presidente Eugenio Giani che manda al governo un messaggio esplicito: «Snam ha presentato una proposta di proroga della concessione – spiega anche nella veste di commissario straordinario – ma, prima di parlare di questo, sarebbe opportuno fissare un incontro con governo e Snam stessa per parlare degli impegni disattesi».
L’arrivo del rigassificatore Italis Lng, ora ormeggiata nel porto di Piombino, era messa in correlazione – viene fatto rilevare dalla Regione Toscana – con «i dieci punti, legati alle concessioni e mitigazioni, contenuti nel memorandum allegato alla delibera di giunta con la quale è stata data attuazione all’ordinanza commissariale che ha autorizzato l’ormeggio della nave».
È Giani a unire i puntini: «Nel memorandum sono previste 10 opere di mitigazione e compensazione e fino a questo punto possiamo dire che se ne stanno realizzando due: quella per le bonifiche, per la quale sono stati messi a disposizione 88 milioni di euro, quindi il primo lotto della strada 398, per il bypass che da Rimateria porta alla circolare di Gagno, anche se per il secondo lotto sono stati eliminati 55 milioni di fondi del Pnrr». A ciò si aggiunga «la parziale realizzazione del punto legato alla zona logistica semplificata per le aree industriali».
Il “governatore” toscano dice che convocare un incontro per parlare di questi impegni disattesi – che erano contenuti nel memorandum – è «condizione preliminare per qualsiasi altra decisione». E aggiunge: «Quell’atto che ho emanato e firmato il 25 ottobre 2022 aveva come presupposto il memorandum, approvato dalla giunta regionale il giorno precedente.

Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana (e commissario per il rogassificatore di Piombino)
Dunque, il nuovo intervento di Giani esce dall’altolà alla proroga che aveva contrassegnato le scorse settimane ma non ci sta a discutere solo di proroga o comunque della permanenza del rigassificatore a Piombino. A suo giudizio, bisogna partire da qualcos’altro. E questo “qualcos’altro” è il mancato rispetto degli impegni solennemente da Roma con Piombino e con i piombinesi: «Sapere che su 10 opere – prosegue – ne sono state in pratica realizzate, o se ne stanno realizzando, appena due, è ingiustificato». Da tradurre così: prima di qualsiasi questione su quale sarà il futuro del rigassificatore, «deve esserci un tavolo che chiarisca il perché non si sono volute realizzare le opere di mitigazione». Di più: «Vorrei sapere perché governo e Snam non hanno agito nella direzione che abbiamo concordato, quando ho assunto il ruolo e la responsabilità di commissario straordinario, superando tra l’altro vari ostacoli burocratici per far partire un’opera concepita per sopperire al fabbisogno nazionale di gas, in una fase molto delicata, ed abbassare il costo delle bollette».
Nella richiesta al governo, pur usando la formula dell’ “auspicio” anziché d’un aut aut, Giani cerca di alzare il tiro e chiede che come interlocutore non basta più il ministro Pichetto Fratin ma, visto com’è andata finora, come una sorta di garanzia in più occorre il coinvolgimento di Palazzo Chigi: «Credo che adesso sia fondamentale confrontarsi sugli impegni assunti da tutti i soggetti coinvolti. Auspicherei che al tavolo, oltre al ministro Pichetto Fratin, ci fosse anche la presidenza del Consiglio, dato che il memorandum indica specificamente come autorità attuatrici sia i ministeri che la presidenza». Poi una stoccata al governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni (così come di centrodestra è la giunta locale piombinese): «Quando concordammo tutti gli atti in carica c’era il governo Draghi: sono convinto che, se fosse stato confermato, che gli impegni assunti sarebbero stati realizzati. Con il cambio di governo, nonostante le sollecitazioni, si è fermato tutto o quasi».











