L’energia dal vento grazie a un parco di pale eoliche al largo delle coste livornesi
Eni punta sull’eolico galleggiante tra Gorgona e Capraia con 48 turbine

L’elaborazione grafica del progetto per l’installazione di pale eoliche al largo di Livorno
Ho appena letto online su “Il Telegrafo” che l’orizzonte delle coste livornesi si prepara a cambiare volto per abbracciare la transizione energetica, ma senza intaccare la bellezza del paesaggio. Il progetto Atis, attualmente al vaglio delle autorità, punta a realizzare uno dei più ambiziosi parchi eolici offshore d’Italia: 48 turbine giganti da 18 MW ciascuna, capaci di generare una potenza complessiva di 864 MW.
La vera sfida tecnologica risiede nella natura flottante delle turbine. Questa scelta permette di posizionare le torri a oltre 20 miglia dalla costa, rendendole di fatto invisibili dalla terraferma e preservando l’estetica del litorale. Mentre la produzione avviene al largo, il collegamento con la terraferma avrà il suo punto focale nel Comune di Rosignano Marittimo. È qui che approderanno i quattro cavi sottomarini che immetteranno l’energia pulita nella rete nazionale, garantendo un ritorno ambientale significativo senza occupare nuovo suolo toscano.
L’area individuata per l’impianto, estesa per circa 264 chilometri quadrati, ricade all’interno del Santuario dei Cetacei. Si tratta di una zona di straordinaria biodiversità che richiede la massima cautela. La valutazione in corso dovrà accertare che la fase di installazione e la presenza stessa delle piattaforme non disturbino le rotte migratorie o l’habitat dei mammiferi marini, bilanciando la necessità di energia decarbonizzata con la protezione di un ecosistema unico nel Mediterraneo.
L’altro grande tema riguarda la convivenza con il traffico mercantile. Il parco sorgerà in un’area dove transitano mediamente 72 grandi navi al mese, tra portacontainer e traghetti. La presenza delle turbine obbligherà a una deviazione delle rotte tradizionali, aumentando leggermente i tempi di navigazione.
Nonostante questa criticità logistica e l’aumento statistico del rischio di collisioni — definito comunque accettabile dagli analisti — il mondo della portualità sta osservando il progetto con un’apertura sorprendente. Le Autorità di Sistema Portuale di Livorno e La Spezia, insieme ai grandi gruppi armatoriali come Grimaldi e ai terminalisti, non hanno manifestato contrarietà. Questo atteggiamento suggerisce una volontà condivisa: integrare le esigenze del commercio marittimo con lo sviluppo di nuove fonti di energia, in un dialogo che dovrà coinvolgere anche le autorità francesi per la vicinanza alle acque della Corsica.
Angelo Roma
(Angelo Roma, consulente marittimo, è stato fino a poco tempo fa vicepresidente di Interporto Toscano di Guasticce, nel curriculum anche il periodo alla guida di Toremar e, in anni più lontani, il ruolo di port captain di Zim, la compagnia di navigazione israeliana)











