L’ultra-futuro sbarca a Pontedera con il progetto giapponese dei robot avatar
In visita al Sant’Anna un team di scienziati con una idea visionaria per il 2050

Un team di studiosi e i rispettivi avatar robotici, al centro il prof. Hiroshi Ishiguro
PONTEDERA (Pisa). I giapponesi l’hanno chiamato “Moonshot” ed è un mazzo di idee-progetti che in nome dell’esplosione di rivoluzionarie tecnologie promettono di ridisegnare l’identikit non della scienza bensì della vita quotidiana del Sol Levante: alle prese come noi con una società in rapido invecchiamento che, al contrario, avrebbe bisogno di un soprassalto di energia innovativa per affrontare le sfide all’orizzonte. Detto per inciso, che di energia ne sarebbe necessaria un’enormità già lo si sapeva da qualche anno, figuriamoci adesso che sono saltate tutte le coordinate geopolitiche che hanno tenuto in piedi il pianeta negli ultimi ottant’anni: sul filo della deterrenza reciproca nel segno del terrore nucleare che oggi, in questo mondo di squinternati, ci sembra quasi il migliore dei mondi possibili.
Vabbè, ma se ne parliamo non è per fare nostalgia canaglia un tanto al chilo. Al contrario, è per guardare dritto negli occhi il futuro – anzi, il futuribile da qui al 2050 – che una delegazione della Japan Science and Technology Agency (Jst) ha fatto visita all’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, approfondendo «una sinergia di lunga data avviata dal fondatore dell’Istituto, il professor Paolo Dario, un “ingegnere rinascimentale”.

Gli scienziati giapponesi di Jsr in visita alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa
Nella delegazione della Japan Science and Technology Agency, erano presenti figure al più alto livello: a cominciare dal prof. Norihiro Hagita, uno dei registi della visionaria operazione 2050 in qualità di direttore del programma di ricerca. Insieme a lui, i responsabili scientifici delle diverse linee progettuali ed esponenti della Jst. Da segnalare il fatto che è intervenuto anche il prof. Hiroshi Ishiguro, uno tra i massimi esperti mondiali di robot cibernetici: è uno scienziato che, come viene messo in rilievo, «rappresenta un punto di riferimento internazionale nel campo degli avatar robotici e dell’interazione persona-robot». È una figura nota anche al grande pubblico, quasi una rockstar della robotica: noto anche per aver realizzato il proprio robot-clone che gli assomiglia in tutto e per tutto, quasi un clone tech…
Queste le parole di Paolo Dario, studioso livornese di rango internazionale, padre della biorobotica e professore emerito della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: «Il programma Moonshot si distingue per una visione che guarda oltre il 2050, per l’elevato livello di ambizione scientifica, per il coinvolgimento di numerosi ricercatori e istituzioni di eccellenza in Giappone e nel mondo e per la forte volontà di instaurare collaborazioni internazionali strutturate e di lungo periodo».
È stato un incontro per «rafforzare la collaborazione scientifica nel campo della robotica ed esplorare nuove linee di ricerca per affrontare alcune delle grandi sfide sociali e tecnologiche dei prossimi anni». In realtà, è qualcosa di più: Pontedera – viene spiegato dal quartier generale dell’istituzione universitaria pisana d’eccellenza – è stata così per qualche giorno un punto di riferimento internazionale per la ricerca sul futuro della robotica e della salute. Più in dettaglio, tramite la Jst il governo giapponese mette in pista una galassia di programmi di ricerca altamente visionari che hanno al cento lo sviluppo di avatar robotici: stiamo parlando di «sistemi avanzati che consentono a persone anziane o con disabilità di interagire con il mondo esterno attraverso robot controllati direttamente dall’utente». Si tratta di «veri e propri “corpi fisici o virtuali a distanza”». Non qualcosa da mantenere all’interno dei laboratori di ricerca, l’obiettivo è farne ausili nell’affrontare le esigenze di assistenza di una quota crescente di popolazione che già adesso ha un’alta percentuale di anziani.
Da parte dell’istituto pontederese si sottolinea che nel corso di tre giorni di intensi scambi scientifici, ricercatori italiani e giapponesi hanno delineato – è stato messo in risalto – «nuove linee di ricerca congiunte per i prossimi anni». Temi? Si spazia «dallo sviluppo di robot “sociali” e da compagnia, all’impiego delle onde cerebrali per il recupero di funzioni motorie e cognitive e per il monitoraggio dello stato di salute, fino a dispositivi robotici per la riabilitazione e la chirurgia». Non soltanto tecnologia, innovazione e scienza: c’è anche un versante che riguarda «gli aspetti etici, legali e sociali legati all’introduzione di queste tecnologie nella vita quotidiana», ne è stato avviato il confronto «con il coinvolgimento e il contributo scientifico degli Istituti Dirpolis e di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna e del Center for Materials Interfaces dell’Istituto Italiano di Tecnologia».

La delegazione italiana con il prof. Norihiro Hagita
Ecco cosa dice Gastone Ciuti, direttore dell’Istituto di Biorobotica: «Nel corso della visita sono state individuate concrete opportunità di collaborazione che prenderanno forma nei prossimi mesi, contribuendo a rafforzare ulteriormente una cooperazione storica tra Italia e Giappone, con ricadute scientifiche e tecnologiche per la nostra istituzione, per il territorio di Pontedera e per l’intero ecosistema della ricerca».
Così il commento di Francesca Capone, prorettrice alle politiche per l’internazionalizzazione: «La visita della delegazione della Japan Science and Technology Agency ha rappresentato una straordinaria opportunità per rafforzare le sinergie esistenti e individuare nuovi possibili sbocchi per collaborazioni di ricerca e attività di formazione, che possano coinvolgere tutte le componenti della nostra comunità. La volontà di adottare un approccio fortemente interdisciplinare per affrontare al meglio temi di ricerca che possono essere descritti come, realmente, “di frontiera” è un aspetto molto rilevante che è emerso nel corso dell’incontro».
A giudizio della prorettrice, sono molteplici «gli aspetti di carattere giuridico, filosofico ed economico che rilevano in un programma ambizioso e all’avanguardia come Moonshot»: l’incontro «ha favorito anche l’interazione tra i membri della delegazione e docenti, ricercatrici e ricercatori di altri istituti della Scuola». Aggiungendo poi un orizzonte, una prospettiva: «Il Giappone si qualifica senz’altro come un paese prioritario nella nostra strategia di internazionalizzazione, e sono molto grata al prof. Dario, al direttore Ciuti e alle colleghe e ai colleghi dell’Istituto di Biorobotica per il sostanziale contributo alla realizzazione della visione del rettore, prof. Nicola Vitiello, e della sottoscritta e per lo spirito di collaborazione e di condivisione che hanno, nuovamente, manifestato».











