«Quella norma è un boomerang: perpetua il precariato»
Nidil Cgil: lnaccettabile la girandola degli ex interinali, soprattutto alla Coop: discutiamone

Marco Ghezzani sindacato Nidil Cgil di Livorno
LIVORNO. C’è un paradosso in una norma che dovrebbe tutelare i lavoratori precari. Prevede la possibilità di stipulare un contratto a tempo determinato per un massimo di 24 mesi: superato il limite, il lavoratore somministrato (ex interinale) ha diritto di rivendicare l’assunzione a tempo indeterminato da parte dell’azienda utilizzatrice. Si capisce che nasce come strumento per garantire il lavoratore dal susseguirsi infinito di contratti a termine: in concreto accade invece che, per dribblare l’obbligo di assumere stabilmente i lavoratori, le aziende stanno ben attente a non oltrepassare il limite dei 24 mesi e, prima di raggiungere la scadenza, passano a richiedere alle agenzie di somministrazione nuovi lavoratori che rimpiazzino quelli precedenti. Fino ad arrivare di nuovo in prossimità del tempo massimo dei 24 mesi ed ecco che il ciclo ricomincia daccapo…
A segnalarlo sono i dirigenti sindacali livornesi di Nidil Cgil Filippo Bellandi (segretario generale) e Marco Ghezzani (esponente della segreteria) sottolineando che questa prassi è «comune a molte aziende» e ciò «crea solo nuova precarietà e sfiducia nel futuro».
Ma il motivo per cui il sindacato solleva la questione non è generico bensì guarda a una situazione specifica: quella dei negozi Coop nel territorio di Livorno e dei lavoratori ex interinali che «con contratti di varia durata hanno lavorato per quasi due anni» in tali punti vendita Coop livornesi «e poi non sono stati assunti a tempo indeterminato».
Si tratta – spiegano Bellandi e Ghezzani – di «più di cento» persone che «nell’arco degli ultimi due anni» per conto di varie agenzie hanno lavorato in negozi Coop della città. Viene sottolineato che è «difficile fare un’analisi precisa della situazione», visto anche che «le agenzie di somministrazione coinvolte sono diverse» e che «i contratti applicati a ciascun lavoratore somministrato possono variare sia in termini di numero di proroghe che in termini di durata». Bellandi e Ghezzani ricordano che «c’è chi ha lavorato per pochi mesi ma c’è anche chi si è avvicinato alla fatidica soglia dei due anni».
Il sindacato mette i puntini sulle “i”: «Questo precariato dilagante non può essere accettato in nessuna azienda, soprattutto in Coop considerando anche l’origine e lo scopo sociale della cooperativa». Aggiungendo poi: «I lavoratori meritano maggiori garanzie, per questo abbiamo chiesto a Unicoop Firenze un incontro ma, sorprendentemente, non abbiamo ricevuto risposta».
I due dirigenti sindacali annunciano di avere proposte da mettere in campo: dunque ripetono «la richiesta finalizzata a ricercare soluzioni per determinare stabilità occupazionale e garanzie ai lavoratori somministrati». E nel frattempo, «continueremo a stare al fianco dei lavoratori per tutelarne professionalità e dignità».











