L’ex deputato leghista Mancini già a Palazzo Rosciano: sarà il numero 2 di Gariglio
Il mugugno dei sindacati, gli operatori orientati a non opporsi pur di evitare tensioni

Il presidente dell’Authority Davide Gariglio ha alle spalle il busto marmoreo settecentesco del granduca Ferdinando
LIVORNO. Dopo mesi e mesi, l’accordo politico al vertice, anche con l’ok della Regione Toscana, è stato dunque siglato: e lunedì prossimo 2 marzo ci sarà il comitato di gestione portuale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale a votare la nomina dell’avvocato Gianmarco Mancini per la carica di segretario generale in supporto al presidente Gariglio. L’ex parlamentare della Lega è già stato ricevuto mercoledi scorso a Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale labronica, in un incontro sia con il presidente Gariglio che con lo staff dei funzionari apicali dell’Authority.
Il comitato di gestione di lunedì prossimo sarà dunque determinante per concludere o meno gli assetti definitivi dell’Autorità di Sistema, rimasti acefali dopo l’uscita di Matteo Paroli, nominato presidente del primo porto d’Italia. Come abbiamo già riferito due giorni fa, contro la nomina di Mancini si è levata qualche voce sia all’interno dell’organigramma di palazzo Rosciano, sia dal sindacato dei portuali. Un chiarimento sull’operazione e sui suoi sviluppi potrebbe venire già domani, venerdì 27, dal summit all’interposto di Guasticce dedicato alle iniziative per l’utilizzo dei carburanti navali alternativi a base di idrogeno.
L’imprenditoria portuale sembra orientata ad accettare la proposta del presidente Gariglio per non alimentare ulteriormente il clima di tensioni e il cumulo di contenziosi che contraddistinguono da tempo lo scalo.
A spingere verso una soluzione è anche l’assoluta necessità di affrontare in piena unità d’intenti le urgenze che stanno danneggiando l’operatività dello scalo:
- la Darsena Europa e il suo completo finanziamento;
- la soluzione del complicato e davvero assurdo nodo ferroviario e stradale dell’”ultimo miglio” al Calambrone;
- i tempi in continuo ritardo per lo “scavalco” e per il microtunnel”;
- la soluzione definitiva del terminal dei rinfusi oggi ancora all’Orlando, legata all’altra telenovela, il nuovo terminal traghetti e passeggeri…
Per non parlare che dei temi livornesi, visto che anche su Piombino, Portoferraio e Capraia Isola ci sono progetti ed emergenze che attendono da anni risposte concrete con concreti interventi, quasi sempre non per colpa delle persone ma per l’infinito, borbonico intreccio di norme e di competenze che sembra impossibile da sciogliere, assai peggio del nodo gordiano di storica memoria.
(A.F.)











