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PORTO DI LIVORNO

Darsena Toscana, ko il ponte mobile per arrivarci: il verdetto dei tecnici

Si conta di fare la riparazione entro martedì 10, intanto verrà consentito il passaggio dal (piccolo) ponte accanto

LIVORNO. Un guasto ha mandato in tilt a Livorno attorno alle 16 di venerdì 6 marzo il meccanismo di sollevamento del ponte levatoio del viadotto della superstrada Fi-Pi-Li che, grazie all’accesso direttissimo in sopraelevata, costituisce il principale ingresso al “cuore” del porto toscano: la Darsena Toscana, il cui varco portuale dista appena 650 metri dal luogo del cedimento.

La Città Metropolitana di Firenze, che in tandem con la società Avr ha in mano la manutenzione della superstrada Fi-Pi-Li, compreso il ponte che ha ceduto, ha comunicato nel tardo pomeriggio spiegando che «ha improvvisamente ceduto uno dei due pistoni che costituiscono il meccanismo di sollevamento del ponte levatoio». Il cedimento – viene sottolineato – è avvenuto «durante la movimentazione, in completa sicurezza, mentre l’impalcato era sollevato per consentire il passaggio dei natanti dal sottostante canale, che collega tra loro lo scolmatore dell’Arno e la Darsena Toscana del porto di Livorno».

In un successivo comunicato serale, viene annunciato che la Città Metropolitana di Firenze e Avr hanno messo già in pista «un iter di progettazione ed esecuzione lavori per il ripristino dei sistemi di appoggio danneggiati». Si stanno compiendo valutazioni tecniche ma è da segnalare che l’ente si sbilancia sui tempi: «Il ponte dovrebbe essere intanto restituito alla viabilità martedì mattina». Aggiungendo poi che il collegamento tra la superstrada e il porto rimarrà in via provvisoria: comunque «garantito dall’adiacente ponte mobile di via Mogadiscio».

Il riferimento è a un altro dei quattro ponti presenti in quella zona. A poche decine di metri da quello in tilt: «Non ha subito alcun danno – dicono da Firenze – e, pertanto, sarà riaperto al transito da e verso il porto non appena terminate le operazioni di messa in sicurezza».

In una nota ufficiale dell’amministrazione fiorentina, si segnala che «l’impalcato è rimasto agganciato ai meccanismi e non ci sono danni alle persone». I tecnici di Avr e la Città Metropolitana di Firenze stanno verificando i danni alle strutture: è in corso – viene sottolineato – la valutazione relativa a «quale intervento riparativo adottare». A tal riguardo, a titolo di esempio, viene ipotizzato il «riposizionamento con gru». La situazione viene definita «sotto controllo» ma nel tardo pomeriggio viene messo in risalto che «c’è bisogno di qualche ora (massimo domani mattina, cioè sabato, ndr) per dare i tempi di risoluzione».

Dal quartier generale della Città Metropolitana di Firenze si informa che la consigliera con delega alla Fi-Pi-Li, Emma Donnini, sta costantemente seguendo la situazione e si è recata sul posto con i tecnici della Città Metropolitana.

IL PONTE KO/1: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima in cui si riferisce che i problemi non riguardano solo il porto ma anche gli yacht pisani. Gas & Heat: abbiamo otto mega-serbatoi da consegnare in aprile 

IL PONTE KO/2: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima in cui si dà conto dell’intervento del presidente dell’Authority Davide Gariglio: confermata la scelta alternativa provvisoria, ecco come

Un particolare del meccanismo che regola il funzionamento del ponte mobile della superstrada Fi-Pi-Li

Nelle prime ore dopo l’accaduto  il guasto ha impedito il transito sia dal viadotto (ai camion diretti o provenienti dalla Darsena Toscana) sia nel corso d’acqua sottostante (utilizzato dagli yacht della florida cantieristica pisana lungo il Canale dei Navicelli così come i maxi-serbatoi dello stabilimento Gas & Heat a Tombolo). Proprio pochi giorni fa il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, in una riunione al tavolo del prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi, aveva annunciato la disponibilità dell’amministrazione regionale ad anticipare i 35-40 milioni di euro necessari per la realizzazione del ponte sullo Scolmatore che risolverebbe i problemi di sbocco a mare per il polo industriale nautico pisano.

Resta per ora da capire l’entità reale e le contromisure da adottare per evitare che la Darsena Toscana vada in difficoltà. La vicenda mostra quanto sia assurda la fragilità di un sistema basato sull’incredibile susseguirsi di quattro ponti levatoi concentrati l’uno accanto all’altro su una larghezza in neanche 300 metri per scavalcare un canaletto largo meno di 30 metri.

Mauro Zucchelli

Porto di Livorno: la zona a ridosso della Darsena Toscana dove si concentrano quattro ponti levatoi e un sistema di “porte vinciane”

 

Pubblicato il
6 Marzo 2026
di MAURO ZUCCHELLI

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