Il sailing yacht rinato: il fascino della tradizione, l’innovazione che guarda al futuro
A distanza di un terzo di secolo Lusben fa rivivere il “Belle Brise” di Perini Navi

Da sinistra: Susanna Corsagni (Seamotion), Ferdinando Pilli (Lusben) e il proprietario del sailing yacht “Belle Brise”, Willem Steenkamer (St. Julian Finance)
LIVORNO. È come se lo storico sailing yacht Perini Navi avesse mantenuto la fisiognomica di sempre: dunque, tenendo la chiglia ben ancorata al design d’una tradizione di sangue blu. E, al tempo stesso, fosse rinata daccapo a distanza di un terzo di secolo dal debutto nel ’93 aggiornando per intero l’identikit tecnologico per metterlo al passo con quel che di rivoluzionario è accaduto in campo tech negli ultimi trent’anni e passa: perciò, facendo un balzo nel dopodomani.
C’è un moulinex di tutto questo nel varo del 48 metri “Belle Brise” all’interno del cantiere Lusben di Livorno. In effetti, è la quintessenza della filosofia messa in campo dalla capogruppo Azimut Benetti: qualcosa di più ampio del solo costruire e vedere yacht che sono “gioielli” ma seguirli nel tempo con le manutenzioni e soprattutto con le trasformazioni nel gusto estetico come negli apparati di bordo. Nella fattispecie, si è trattato di un intervento di completa ricostruzione firmato da Lusben in tandem con Seamotion, la realtà che ha supportato l’armatore nella scelta di Lusben per trasformare in realtà l’ambizioso progetto di «custodire il valore storico elevandolo agli standard contemporanei», com’è stato detto alla cerimonia di varo.
Questa realizzazione ha anche una dimensione «altamente simbolica», tengono a sottolineare in casa Lusben. Il cantiere celebra quest’anno i primi 70 anni di attività mettendo a frutto il talento nel riuscire a «evolvere nel tempo affrontando progetti sempre più complessi nel rispetto della grande tradizione nautica italiana»: queste le parole usate dall’azienda che a Livorno può contare, per l’esecuzione di lavoro come questo, sulla “keel pit”, inaugurata all’interno del cantiere labronico nel 2024 per permettere il completo “refit” delle chiglie dei sailing yacht. D’altronde, stiamo parlando di una realtà che, grazie alle strutture di Livorno, Viareggio e Varazze, offre assistenza “su misura” – un artigianato praticamente “sartoriale” – agli yacht a motore o a vela un po0 di tutto il mondo: al punto da poter presentare un curriculum che ne fa «uno dei principali centri di “refit” del Mediterraneo settentrionale».
«La “Belle Brise” è un’icona della vela: intervenirvi significa assumersi una responsabilità importante: rispettarne l’anima, valorizzarne la storia e allo stesso tempo elevarne standard tecnici e operativi», dice Ferdinando Pilli, general manager di Lusben, sottolineando che il progetto «incarna pienamente la nostra visione del “refit” e “rebuild”»: l’arte del rinnovare e ricostruire in un «equilibrio tra competenza ingegneristica, cultura nautica e capacità artigianale».
In concreto, l’«approccio estremamente rigoroso in termini di qualità, sicurezza e performance» si è concretizzato nell’«installazione di nuovi motori Man corredati da cassa Urea», in «nuovi generatori Caterpillar» e nel «completo rinnovo degli impianti di bordo, della strumentazione e dei sistemi tecnici», oltre «alla revisione strutturale e alla valorizzazione degli interni classici». Molti componenti – viene sottolineati – sono stati selezionati «in coerenza con la “Maker List” originale, a testimonianza della volontà di preservare l’autenticità Perini Navi».

La “Belle Brise” nel cantiere Lusben pronta per la cerimonia di varo (foto di Andrea Poerio Piterà fornita da ufficio stampa Lusben come le altre di quest’articolo)
Protagonista – è stato ripetuto a più riprese nella cerimonia – è stata l’équipe di Lusben a Livorno, al lavoro su un progetto complesso sotto la supervisione degli enti di classe Abs. L’ha fatto avendo al fianco sia Seamotion come rappresentante della proprietà e project manager sia l’equipaggio di bordo.
Anche la proprietà è presente: da dove venga lo si capisce quando partono le note di “Het Wilhelmus”, l’inno nazionale olandese, e un soffio di grecale gonfia le strisce orizzontali rosso-bianco-blu dei Paesi Bassi durante l’alzabandiera, prima del tricolore e dell’inno di Mameli. Prima della bottiglia beneaugurale contro la chiglia e prima della benedizione di padre Lazzer («dietro questo lavoro c’è la forza di fare squadra»), ecco gli interventi di rito, tutti ovviamente in english: unica eccezione le arie d’opera (o quasi opera) che arrivano a conclusione. In un tripudio di coriandoli tricolori metallizzati, ecco prima “Nessun dorma” e poi – tributo al fatto che il “Belle Brise” andrà per mare – “Con te partirò”.
Ma seguendo la sobria “liturgia” nordeuropea del caso, si tratta di tre minuti a testa, tutt’al più cinque. Compreso quello di Susanna Corsagni, fondatrice e amministratrice delegata di Seamotion, dopo una lunga esperienza sul fronte caldo del rapporto con la clientela proprio in Perini Navi: «“Belle Brise” porta nel proprio dna il “sangue blu” di Perini Navi, lo stesso che vive nell’esperienza, nella cultura progettuale e nelle mani di molte delle maestranze che hanno preso parte alla sua rinascita».
Di scena anche il proprietario: si chiama Willem Steenkamer, olandese ma con formazione londinese e alle spalle esperienze come direttore generale, direttore finanziario e responsabile del leasing in una serie di banche di rilievo, ha messo il centro dei propri affari a Malta. Sulla baia chic di Portomaso a St. Julian, ha il quartier generale la società della quale è fondatore e amministratore delegato: proprio la cittadina dà il nome alla sua compagnia di broker di finanza (“St. Julian Finance”) con gli occhi rivolti agli yacht come patrimonio.
Le radici a Malta sono strategiche: come “casa” dei grandi yacht è il primo registro in Europa e il sesto al mondo perché offre una normativa fiscale locale vantaggiosa e, al tempo stesso, ha una solida affidabilità reputazionale (“white list”) che evita problemi.

Cantiere Lusben a Livorno: la cerimonia di varo del sailing yacht “Belle Brise”: parla Ferdinando Pilli, general manager di Lusben (foto di Andrea Poerio Piterà fornita da ufficio stampa Lusben)
La “Belle Brise” rappresentava una tra le prime unità della celebre serie Perini Navi da 48 metri, che già negli anni ’90, al momento della costruzione, era capace di distinguersi per «soluzioni innovative nel design, tra cui una poppa ridisegnata che comprendeva un comodo lazzarette vivibile e un portellone laterale per l’accesso diretto al mare». L’identità originale è stata preservata ma tornando a navigare con aggiornamenti tecnologici e funzionali di ultima generazione. L’equivalente, tanto per rimanere nelle supercar di quegli anni, di una Ferrari Testarossa o di una Lamborghini Diablo svuotate della meccanica analogica di tanti anni fa e farne uno scrigno aggiornato alle dotazioni digitali d’avanguardia fra elettronica e intelligenza artificiale.
Nella sua vita precedente, questo 48 metri si chiamava “Corelia” e navigava principalmente fra le isole dell’Egeo: Obiettivo di questa ricostruzione completa fortemente voluta dall’armatore: ottenere la “Restricted Commercial Notation” sotto bandiera maltese e avviare una futura attività charter.











