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CONFINDUSTRIA: ASSEMBLEA

Darsena Europa e Piombino, le due carte indispensabili per la crescita

Baroncelli: Livorno strategica per reindustrializzazione, logistica e sicurezza energetica

Assemblea di Confindustria Tiscana Centro e Costa: la relazione del presidente Lapo Baroncelli

FIRENZE. Nella liturgia più solenne, quella dell’assemblea degli industriali officiata a Firenze in un luogo cult fra le quinte del teatro del Maggio, alla presenza del leader nazionale degli industriali Emanuele Orsini e del ministro Guido Crosetto, la Confindustria guarda a due tasselli del puzzle territoriale della costa in cui si mette in gioco lo sviluppo dell’intera Toscana. In primis, con la Darsena Europa, l’infrastruttura che rappresenta finalmente a prima espansione a mare del porto di Livorno: «L’obiettivo numero uno deve  essere il completamento dell’opera con la sua piena operatività»: parola di Lapo Baroncelli, presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa, che nella geografia della categoria mette insieme il cuore della regione (la provincia di Firenze) e gran parte della sua fascia costiera (i territori di Livorno e Massa Carrara).

Baroncelli lo dice senza girarci intorno: «Siamo preoccupati per lo slittamento dei lavori della Darsena Europa al 2030». Aggiungendo poi: «Un porto d’importanza europea, come Livorno, cresce solo se concepito come terminale di una rete efficiente e adeguata di collegamenti e corridoi ferroviari intermodali che garantiscano un rapido trasferimento delle merci verso le principali direttrici nazionali ed europee». Tradotto: è indispensabile non solo arrivare a concluderla lato mare ma anche provvedere all’altra metà dell’infrastruttura: quella dei collegamenti lato terra». Come dire: smettiamola di nasconderci dietro un dito di come cavarsela lasciandola a metà, qui si gioca la competitività logistica del sistema toscano.

Non c’è solo Livorno sotto la luce dei riflettori: altrettanta attenzione la spende per Piombino. Sotto due profili: da un lato, il ruolo per la sicurezza energetica del Paese (e qui il riferimento alla presenza della nave rigassificatrice non è affatto casuale); dall’altro, la «crescente importanza» come «nodo di logistica, industria e transizione energetica» (e qui si guarda al quanto si muove nel campo del nuovo assetto del polo siderurgico, «attrae investimenti e sostiene filiere industriali ad alto contenuto strategico»).

La prima vasca di colmata e il trattamento per consolidarla in vista della nuova Darsena Europa: lo si vede da quei buchi nel terreno

Per il presidente degli industriali della Toscana di Centro e di Costa, Piombino gioca in campo con la maglia di un ruolo fondamentale nel garantire anche alle imprese toscane «sicurezza sulle materie prime strategiche e dell’accesso ai materiali critici». E una speranza: lo vedremo diventare «il polo centrale dell’acciaio in Italia». Cosa ha da dire Baroncelli? Ben venga Trasteel che rileva la Magona, si confida che possa accelerare la concretizzazione di quanto annunciato da Metinvest Danieli, in mezzo c’è Jsw che sta per firmare l’intesa sull’ammodernamento del treno rotaie. Baroncelli commenta: attenzione, guai pensare di bloccare un’impresa che vuole investire («la certezza dei tempi è politica industriale»). Ma soprattutto su Piombino il numero uno degli industriali fiorentini e costieri coglie al balzo l’esito dell’incontro fra il ministro Urso, il “governatore” Giani e il sindaco Ferrari all’insegna della collaborazione fra istituzioni. Lo indica ripetendo: «Il sistema Piombino deve fare scuola».

Vale la pena di ascoltare anche la voce di Giovanni Laviosa, al timone della delegazione di Livorno di Confindustria Toscana Centro e Costa. Alza l’asticella e indica una sfida ancora più alta nella riconversione industriale: il capitale umano. C’è una «persistente difficoltà» nel trovare personale per via dello «squilibrio tra le competenze disponibili e quelle richieste dal sistema produttivo»: questo, dice Laviosa, ha «effetti particolarmente critici per il comparto manifatturiero». L’industriale labronico parte di qui per indicare l’esigenza di un cambio di passo: «Indispensabili percorsi formativi strettamente allineati ai fabbisogni produttivi e politiche efficaci per attrarre e trattenere competenze qualificate. Oggi sono decisive per la competitività del territorio di Piombino e più di in generale di tutta la Regione».

Piombino: segnali stradali che indicano l’imbarco dei passeggeri in porto e la zona industriale

È da aggiungere che l’assemblea degli industriali fiorentini, livornesi e massesi raggruppati in Confindustria Toscana Centro e Costa (titolo: “Sicurezza è sviluppo. Il nuovo corso industriale del territorio”) è andata in scena a Firenze al Teatro del Maggio Musicale: il via con la fanfara dei Carabinieri che ha suonato l’Inno d’Italia e l’Inno europeo, al quale ha fatto seguito un video dedicato ai settori di eccellenza industriale delle tre province con un messaggio di Andrea Bocelli.

All’assemblea hanno partecipato anche il leader nazionale di Confindustria Emanuele Orsini, il ministro della difesa Guido Crosetto (in videocollegamento), Marta Dassù (Aspen Institut Italia), Marco Buti (prof dell’Istituto Universitario Europeo);  Nicola Vitiello (rettore della Scuola Superiore Sant’Anna), Francesco Macrì (presidente Leonardo spa), oltre al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e alla sindaca di Firenze Sara Funaro

Pubblicato il
7 Luglio 2026
di B.CRE.

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