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IL LIBRO

La storia del porto di Livorno sotto la lente di Maurizio Bettini

Martedì 22 in Fortezza Vecchia la presentazione del volume dello studioso

Maurizio Bettini, autore del libro sulla storia del porto di Livorno

LIVORNO. Non è davvero una novità per Maurizio Bettini occuparsi del porto di Livorno: l’aveva già fatto con un libro che più di vent’anni fa ha rappresentato un punto fermo nell’analisi della storia economica di uno degli scali che sono stati protagonisti della portualità del Mediterraneo fin da tempi lontani: e qui corre l’obbligo di ricordare che Fernand Braudel, uno dei più grandi storici europei del Novecento, all’inizio degli anni ’50 apre una nuova collana lavorando con Ruggiero Romano a uno studio sul porto di Livorno prima ancora che Livorno fosse elevata al rango di città (“Navires et marchandises à l’entrée du port de Livourne 1547-1611”).

Adesso Bettini, a distanza di 22 anni, torna a puntare i riflettori allargando il raggio dei decenni: non più dal 1949 al 1994, vigilia della rivoluzione che porterà le banchine a essere governate dalle Autorità Portuali, bensì partendo da ancor più lontano (1945) per coprire ottant’anni filati (fino al 2025), cioè ben dentro il periodo sotto il nuovo ordinamento istituzionale, e con l’ambizione forse di pantografare quel che è e immaginare quel che sarà. Per questo motivo il sottotitolo recita: “Ascesa, declino e futuro di un porto internazionale”.

Il volume – oltre 200 pagine – è pubblicato da Media Print Editore e la mattina di martedì 22 settembre, ore 10,30,  viene presentato nella magnifica Fortezza Vecchia in trasformazione con il progetto di ridarle un impatto visivo unico a chi la guardi dall’accesso del varco Fortezza. Oltre all’autore Maurizio Bettini, partecipano: il prof. Roberto Giulianelli (Università Politecnica delle Marche), Claudio Capuano (dirigente dell’Authority livornese settore formazione e promozione) e Lorenzo Riposati (amministratore unico di Porto Immobiliare srl).

Il riferimento all’ascesa e al declino è la rivendicazione, sembra di capire, della voglia di guardare in faccia la realtà: la capacità del porto labronico di rialzarsi dalle devastazioni della guerra (prima con i massicci bombardamenti alleati, poi con le mine e le navi affondate dai nazisti per ostacolare l’uso del porto da parte degli alleati), la difficoltà di uscire dalla lunga occupazione militare post-bellica ma anche il coraggio di cogliere al volo la novità dei container fino a diventarne il porto-guida in tutto il Mediterraneo. Al tempo stesso il declino quando Livorno ha ritenuto di poter campare della propria posizione: prima sul fronte container, poi sul versante crociere. Non solo: il porto che si trasforma e acquisisce una identità “multipurpose”, con un ventaglio senza eguali nelle tipologie di traffico: fino al punto di fare dei ro-ro, i semirimorchi spediti via nave, il proprio traffico principale e diventare così il porto numero uno in Italia.

Il libro di Maurizio Bettini

Pubblicato il
21 Settembre 2026
di G.M.

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