Caso Ets, Assoporti porta in Europa le istanze delle isole
II confronto con Espo per poter contare là dove si prendono le decisioni

Banchina del porto di Copenhagen
ROMA. Assoporti, l’associazione che raggruppa le istituzioni portuali italiane, torna in pressing nelle sedi europee per «rappresentare le specificità del sistema portuale italiano e, in particolare, le esigenze dei territori insulari», com’è stato detto. Occhi puntati sulla revisione della disciplina europea sull’Ets marittimo. L’azione ha trovato un momento importante in occasione dell’ “executive committee” di Espo, l’organizzazione degli enti di governo delle banchine nei vari scali europei, che si è riunito a Copenaghen: a sostenere le posizioni di Assoporti è stata l’avvocata Annalisa Tardino, presidente dell’Authority palermitana.
La riunione dell’ “executive committee” aveva nel menù della discussione proprio la definizione della posizione di Espo di fronte agli scenari di revisione del quadro normativo europeo dell’Ets e la messa a punto di specifiche proposte di modifica da rappresentare nelle sedi dell’Unione europea. Assoporti insiste su un aspetto: bisogna essere là ai tavoli europei dove si prendono le decisioni o si può comunque avere voce in capitolo rispetto a chi decide. Prosegue dunque un impegno «a tutto campo, con l’obiettivo – si afferma – di contribuire alla definizione delle politiche dell’Unione che avranno un impatto diretto sul futuro dei porti italiani, assicurando che le esigenze e le specificità del sistema portuale nazionale trovino adeguata rappresentanza nel confronto europeo».
Dentro questo contesto, cosa dice Assoporti? Il punto sta nell’esigenza di «riconoscere anche alle isole maggiori una disciplina capace di tenere conto delle loro specificità, evitando che l’applicazione dell’Ets determini effetti distorsivi sulla continuità e sulla competitività dei collegamenti marittimi insulari». Proprio il confronto sviluppato all’interno di Espo, è entrato nella discussione sulla posizione che l’Organizzazione europea dei porti porterà nei prossimi giorni all’attenzione delle istituzioni dell’Unione europea.
Dal quartier generale di Assoporti si mette l’accento sul fatto che è stato conseguito un «risultato significativo»: all’interno di Espo è nato il nuovo network “Outermost Regions and Islands”, dedicato alle regioni ultraperiferiche e alle isole. Con un obiettivo specifico: creare «una sede stabile nella quale i porti insulari possano affrontare problematiche comuni e sviluppare posizioni condivise sulle politiche europee che presentano particolari ricadute su questi territori».
È da aggiungere che la documentazione dell’ “executive committee” individua espressamente tra i temi di interesse del nuovo network «l’Eu Ets, gli obblighi Ops e la connettività con l’hinterland nell’ambito della Ten-T». È stata evidenziata la necessità di «elaborare posizioni coordinate da rappresentare successivamente alle istituzioni e alle regioni europee». Assoporti tiene a mettere in evidenza quanto è importante la costituzione di questo nuovo organismo: un passaggio che «conferma la necessità, sostenuta con continuità da Assoporti, di assicurare alle realtà insulari una voce specifica e riconoscibile nel processo decisionale europeo». È per questo che l’organizzazione italiana ribadisce che «continuerà a partecipare con attenzione ai lavori del nuovo network e, più in generale, al confronto europeo sulla revisione dell’Ets» così che «le peculiarità geografiche, economiche e infrastrutturali delle isole – si afferma – siano adeguatamente considerate nelle prossime decisioni dell’Unione europea».

La presidente Tardino fra il presidente e la segretaria generale di Espo
Queste le parole dell’avvocata Tardino a margine della riunione: «Il confronto di Copenaghen segna un passaggio importante perché porta finalmente nel dibattito europeo, in maniera più strutturata, la condizione delle isole e dei loro porti. La questione dell’Ets non è astratta: riguarda la continuità dei collegamenti, la competitività delle imprese e, più in generale, il diritto di un territorio insulare a non essere penalizzato dalla propria condizione geografica. Portare questa specificità all’interno di Espo significa spostare la questione dal piano nazionale a quello europeo, che è la sede nella quale devono essere individuate le soluzioni». Aggiungendo poi: «La nascita del network dedicato alle isole e alle regioni ultraperiferiche è, in questo senso, un risultato concreto: per la prima volta queste realtà avranno uno spazio stabile nel quale mettere a sistema esigenze comuni e trasformarle in proposte da sottoporre alle istituzioni dell’Unione. Il lavoro che stiamo portando avanti con Assoporti va in questa direzione: non mettere in discussione gli obiettivi della transizione ambientale, ma fare in modo che siano perseguiti senza creare nuove penalizzazioni per i territori insulari».
Così il commento del presidente di Assoporti, Roberto Petri: «Il risultato raggiunto a Copenaghen conferma quanto sia importante essere presenti e lavorare con continuità nei tavoli europei. La questione delle isole, ma non solo, non può essere affrontata applicando indistintamente regole pensate per realtà territoriali profondamente diverse. Il lavoro svolto da Assoporti, insieme alla presidente Annalisa Tardino e nel confronto con Espo, punta proprio a far comprendere questa specificità e a tradurla in proposte concrete nelle sedi europee». Petri segnala che «la costituzione di uno spazio specificamente dedicato alle regioni ultraperiferiche e alle isole rappresenta inoltre un’opportunità importante: consentirà di costruire posizioni comuni e di dare maggiore forza alle istanze dei porti insulari nel dialogo con le istituzioni dell’Unione».
Anche altri temi sono emersi nel corso dell’ “executive committee” di Copenaghen, secondo quanto viene riferito. Da parte di Assoporti si richiama la rilevanza dell’attenzione dedicata alla “Strategia europea dei porti”: viene sottolineato che Espo ha già definito la propria posizione e adesso «prosegue l’interlocuzione con il Parlamento europeo e con la Commissione», com’è stato rimarcato. Vale la pena di ricordare chee sono stati affrontati «il tema degli investimenti cinesi nei porti e nelle infrastrutture critiche europee, la revisione complessiva del quadro Ets e l’evoluzione dell’organizzazione interna dei Comitati e dei Network di Espo».











