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LA POLEMICA

l sindaco Salvetti: il report Cciaa smentisce le Cassandre

Livorno, crescono il turismo e l’occupazione femminile

Il sindaco livornese Luca Salvetti

LIVORNO. «In questo rapporto sono stati annullati i pensieri delle cassandre che vedono il territorio livornese costantemente in crisi, confermate molte visioni ottimistiche come quelle della crescita del turismo con effetti virtuosi sull’economia e della tenuta dell’artigianato e del commercio, individuati gli spazi dove prestare attenzione soprattutto nella crisi dell’industria, registrate belle sorprese sia per il dato occupazionale generale (più 1,1%) sia per il lavoro femminile (più 2,7%)». Parte da qui il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, per andare al contrattacco e leggere in chiave positiva il dossier dell’ente camerale che si occupa dell’andamento economico delle province di Livorno e di Grosseto.

Nella nota di Palazzo Civico, si mette l’accento sul fatto che il settore dei servizi «è da tempo considerato sinonimo di resilienza». Essendo il settore con il valore aggiunto più elevato, ha «garantito sin ora la stabilità dell’intero sistema economico territoriale: a prezzi correnti, nel 2025 il terziario sembra continuare a crescere, seppur a ritmi più moderati rispetto al passato: Livorno segna un più 1,7%». Con una sottolineatura: «In questo quadro il turismo traina, con la crescita di Livorno tra le più marcate della regione». Il settore costruzioni, «dopo il boom legato al 110 e al Pnrr che ha visto crescite marcate», per il Comune sta «rientrando nella normalità».

Quanto all’industria, viene fatto rilevare che «l’Italia sta affrontando una crisi profonda nei suoi comparti industriali più pesanti, in alcuni dei quali è coinvolta in modo importante anche la provincia di Livorno». Il settore dell’auto ha toccato «i minimi produttivi da 70 anni, soffrono anche la chimica di base e la siderurgia in modo ormai cronico».

Per quanto riguarda l’agricoltura, va detto che a Livorno «ha un peso percentuale inferiore sul valore aggiunto, essendo un’economia più industriale e terziarizzata, ma resta il fatto che esprime punte di altissimo valore aggiunto per ettaro».

Al tirar della riga del totale, mettendo insieme i vari settori in considerazione al valore aggiunto, «Livorno – viene segnalato – dal 2023 al 2026 si è rimesso in linea con la media toscana e con quella nazionale che sono in sostanziale assenza di variazioni (Livorno prima era ben sotto queste medie)».

Relativamente al mercato del lavoro, la nota del Comune tiene a ribadire che «rispetto al 2024 si assiste ad un aumento dell’indice occupazionale per Livorno». Aggiungendo poi: «Nel mercato del lavoro livornese si assiste ad una dell’occupazione maschile pressoché invariata (meno 0,1%) mentre le donne occupate aumentano del 2,7%». Ne consegue un incremento occupazionale complessivo «pari a più 1,1%». Merita attenzione – viene sottolineato – che «il 2025 si chiude con una significativa contrazione delle donne in cerca di lavoro e delle inattive, nonché con un aumento delle occupate e della forza lavoro femminile».

Vale la pena di spendere un paragrafo sull’analisi dei fabbisogni professionali per il 2025, secondo Palazzo Civico: per la provincia di Livorno, si delinea «un quadro di spiccata vitalità, caratterizzato da un mercato del lavoro dinamico in cui un’ampia platea di imprese risulta attiva nei programmi di assunzione». In particolare, la spinta occupazionale in termini di volumi è «trainata dai servizi, con una netta prevalenza dei comparti turistico-alberghiero e commerciale». Nel 2025 il sistema imprenditoriale livornese ha programmato entrate di personale per «oltre 35mila unità, circa il 9,5% delle entrate indicate a livello regionale». Si mette in risalto che, stando alle dichiarazioni degli imprenditori, «l’88,9% delle entrate previste è da associare alla volontà di assumere personale dipendente, percentuale significativamente superiore alla media regionale (85,4%) e nazionale (85,3%)».

L’analisi dell’amministrazione mette ora sotto la lente il reddito: «Per il 2025 Prometeia stima un valore medio del reddito pro capite pari a 26.177 euro a livello regionale e 24.520 per il contesto nazionale. A Livorno la disponibilità di reddito risulta superiore a quella media regionale e nel capoluogo questo elemento è ancora più marcato». Infine, la nota indica come «dato di assoluto interesse» quello  che riguarda il rapporto dei livornesi con le banche: «Negli ultimi anni le sofferenze bancarie totali rilevate a Livorno hanno subito un’evidente riduzione (meno 27,4%)».

Pubblicato il
9 Ottobre 2026

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