Semaforo verde per i conti 2027 dell’Authority livornese
In lista anche il restauro della galleria dei fucilieri nel Forte di Bocca

I vertici dell’Authority livornese con il presidente Davide Gariglio a sinistra e il segretario generale Pierpaolo Danieli
LIVORNO. Doppio round sotto il segno del Bilancio: Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione di governo dei porti di Livorno, Piombino e Arcipelago, dà semaforo verde ai conti previsionali relativi al 2027 prima con il parere positivo nell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare e poi con l’approvazione del comitato di gestione. Con una duplice cifra guida: i 129 milioni di spese in conto capitale, poco meno di 122 dei quali destinati ai lavori infrastrutturali.
Merita aggiungere che nella seduta è stato anche presentato il “Piano Triennale delle Opere”: l’importo complessivo supera il mezzo miliardo di euro. Da qui al 2029 sono in agenda «investimenti infrastrutturali per 530 milioni di euro, di cui 242,4 nel 2028 e 117,9 l’anno successivo».
Nel documento contabile, portato sotto la luce dei riflettori dal segretario generale Pierpaolo Danieli e dal dirigente amministrativo Simone Gagliani, il grosso di tale cifra sta nei 92 milioni di euro messi nero su bianco dal ministero delle imprese e del Made in Italy per costruire la banchina Ovest della Darsena Nord del porto di Piombino. In virtù di un gruzzoletto di entrate proprie (15,4 milioni) l’Authority metterà in campo altri interventi. Per quanto riguarda Livorno, in questo gruppo si possono elencare:
- il secondo lotto del cunicolo destinato a gasdotti e oleodotti, che si estenderà da metà della Darsena Toscana fino alla Torre del Marzocco, parallelamente a via Mogadiscio (4 milioni e mezzo di euro);
- il rifacimento della banchina Ponte Capitaneria (3 milioni di euro);
- i lavori di riqualificazione e messa in sicurezza della viabilità pubblica (3,3 milioni di euro);
- la riqualificazione degli impianti dei varchi doganali (un milione e mezzo di euro);
- il restauro conservativo della galleria dei fucilieri del Forte di Bocca (500mila euro);
- la realizzazione di una nuova sala operativa (450mila euro);
- gli interventi di progettazione relativi a:
- consolidamento della seconda Vasca di Colmata (per 150 mila euro),
- resecazione della Calata Orlando e Accosto 55 (50 mila euro),
- riqualificazione della Darsena 1, con resecazione della Calata Tripoli (100 mila euro).

La galleria dei fucilieri all’interno del Forte di Bocca in restauro per iniziativa dell’Authority nel Porto Mediceo a Livorno
Completano il quadro degli interventi:
- la ristrutturazione dell’immobile ex Locamare di Rio Marina (375mila euro);
- la realizzazione della presa a mare per il dissalatore dell’isola di Capraia (400mila euro),
- la progettazione di un nuovo ponte sul fosso Cornia e il collegamento per la nuova viabilità fino al Quagliodromo (50 mila euro).
Mentre per Portoferraio sono stati previsti trasferimenti correnti per 1,36 milioni di euro, destinati a finanziare, nell’ambito di un’apposita convenzione con il Comune,
- l’acquisto di un’area da adibire a parcheggio a servizio del porto.
Vedi alla voce: entrate. L’Autorità di Sistema conta di incamerare per l’anno venturo «27 milioni di euro dalle tasse portuali sulle merci imbarcate e sbarcate e dalla tasse di ancoraggio», ai quali si devono aggiungere «altri 14 milioni e mezzo di euro verranno incamerati grazie ai canoni demaniali».
Quanto al già citato piano triennale delle opere da mezzo miliardo, da Palazzo Rosciano si tiene a precisare che «nel loro insieme, gli interventi programmati mirano a migliorare l’accessibilità degli scali, adeguare le infrastrutture alle esigenze operative e rafforzare i collegamenti con le reti di trasporto terrestri». Con una sottolineatura che l’Authority non risparmia di fare: si sta provando a fare tutto questo ma «in un contesto caratterizzato dalla penuria di risorse». L’hanno ribadito tanto il presidente Davide Gariglio che il confronto all’interno del comitato di gestione.
Queste le parole di Davide Gariglio, numero uno dell’istituzione portuale: «Il piano triennale delinea con chiarezza le priorità infrastrutturali dell’ente per il medio e lungo periodo, ma la loro realizzazione richiede risorse finanziarie adeguate». Aggiungendo poi: «La disponibilità dei fondi rappresenta una delle principali criticità, resa ancora più evidente dall’aumento dei prezzi, che ha fatto lievitare i costi di numerose opere, a partire dalla Darsena Europa. In questo contesto, l’Autorità di Sistema è chiamata a coniugare l’ambizione del proprio programma di investimenti con un’attenta gestione delle risorse disponibili, mantenendo un quadro contabile solido e improntato al principio di economicità dell’azione amministrativa».











