Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Tornano le LASH ma stavolta …sottomarine

GENOVA – È probabile che pochi si ricordino una tipologia di nave, (quella della foto, qui a fianco) che negli anni settanta – mi pare – fece una breve apparizione su tutti i mari, compreso il Mediterraneo, per il trasporto dei contenitori. Si chiamavano navi LASH (light abroad ship), furono appannaggio in particolare dell’allora potente American Export Lines, e cantarono poco più di una sola stagione.

Non richiamo alla memoria, solo come storico, questa soluzione sperimentale, che si dimostrò presto troppo complessa e che fallì nel presupposto di velocizzare le operazioni d’imbarco e sbarco nei porti. Le LASH avevano a bordo chiatte autopropulse sulle quali erano imbarcati, a coppie o qualche volta anche a gruppi più numerosi, i container: il presupposto era che la nave non entrasse mai in porto ma si fermasse in rada solo in tempo per scaricare in mare le chiatte con il loro carico, che dirigevano autonomamente in porto, sbarcavano i TEU ed eventualmente ne caricavano altri che avrebbero aspettato il prossimo passaggio della LASH per essere recuperate a bordo. Tempi, costo delle operazioni e problemi di banchina o di fondali non avrebbero più condizionato le operazioni.

Fu un’utopia. Ma che conferma ancora una volta come la fantasia e le tecnologie corrono ben avanti alle realtà.

[hidepost]

*

E allora perché richiamo le LASH? Perché proprio in questi giorni il concetto della nave-nutrice, che viaggia velocemente e rilascia poi una flotta di piccoli (o medi) scafi autonomi, è stato ripreso proprio in questi giorni, ma con un fondamentale aggiornamento: la nave sarà in pratica un enorme sottomarino, gli scafi autonomi saranno maxi-droni capaci di auto-dirigersi grazie ai computer, entrare nei porti, scaricare eccetera.

Fantascienza? No, è un progetto del CNR italiano, battezzato “ARES” (autonomous robotics for the extended ship) già finanziato dall’UE con 1,2 milioni di euro. Se ne occupano anche le università di Genova e Roma, se ne prevede l’utilizzo sia cargo che militare e si attendono sviluppi impensabili. Puntando sul vantaggio della navigazione subacquea, quindi più sicura da offese esterne, meno costosa (i consumi di scafi a goccia come i famosi Albacore americani sono ridotti), del tutto ininfluente alle condizioni meteo. Ovviamente dipenderà tutto dal grado di automazione e dall’efficienza dei computer…e qui è il vero interrogativo, perché si è visto come la computerizzazione spinta stia creando problemi proprio in questi giorni alle “barche volanti” dell’America’s Cup… 

(A.F.)

[/hidepost]

Pubblicato il
31 Agosto 2024
Ultima modifica
3 Settembre 2024 - ora: 09:44

Potrebbe interessarti

Festìna lente, anzi lentissimo

L’antica saggezza del suggerimento dell’imperatore Augusto, sembra diventata la guida più seguita non solo dalla politica nazionale ma anche dall’Authority di Livorno e Piombino. Dopo quasi un anno dall’insediamento del nuovo presidente, dopo tutta...

Leggi ancora

Salone nautico dei sogni proibiti

Aveva voglia il Gattopardo – ovvero Tomasi di Lampedusa – a sostenere che bisogna cambiare tutto per non cambiare niente. Oggi, di fronte alle notizie d’anteprima per il prossimo, sempre più grande salone nautico...

Leggi ancora

In ricordo del sor Aldo

LIVORNO.  Forse perché invecchiando il presente richiama sempre di più il passato. O forse perché gli amici veri rimangono legami importanti anche se non ci sono più.  È così che ogni 15 settembre mi...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio